Cosenza, ancora un crollo alla stazione di Vaglio Lise: paura tra i cittadini e nuove polemiche

Nuovo episodio di degrado alla stazione ferroviaria di Cosenza Vaglio Lise, dove nelle ultime ore si è registrato l’ennesimo crollo all’interno della struttura. Un fatto che riaccende l’allarme sulla sicurezza di uno degli snodi ferroviari più importanti della città.

Secondo quanto emerso, il cedimento ha interessato una parte del solaio dell’edificio, confermando una situazione già da tempo considerata critica. Non si registrano feriti, ma l’area è stata immediatamente transennata per evitare rischi ai viaggiatori e al personale presente nello scalo.

L’episodio non rappresenta un caso isolato. Solo pochi giorni fa, sempre nella stessa stazione, si era verificato il distacco di porzioni di intonaco, segnale evidente di un deterioramento strutturale progressivo.

La stazione di Vaglio Lise, inaugurata per rappresentare il principale hub ferroviario della città di Cosenza, negli anni è diventata simbolo di criticità e mancata manutenzione. Una struttura nata con grandi ambizioni ma che oggi mostra segni evidenti di abbandono.

Dura la presa di posizione del sindaco Franz Caruso, che ha chiesto interventi urgenti da parte di Rete Ferroviaria Italiana, sottolineando come la situazione non sia più tollerabile. Il primo cittadino ha parlato apertamente di una struttura che “cade a pezzi”, sollecitando una presa di responsabilità immediata da parte degli enti competenti.

La vicenda ha rapidamente acceso il dibattito politico e civile. Cittadini e pendolari denunciano da tempo condizioni di scarsa sicurezza, spazi degradati e interventi mai risolutivi. Il timore, sempre più concreto, è che episodi come quello registrato possano trasformarsi in tragedie, se non si procederà con interventi strutturali definitivi.

La stazione, che rappresenta un nodo fondamentale per i collegamenti ferroviari regionali e interregionali, continua dunque a essere al centro di una emergenza che non è più solo infrastrutturale, ma anche istituzionale.

E mentre le transenne delimitano l’ennesima area pericolante, resta una domanda sospesa tra i binari: quanto ancora dovrà crollare prima che si intervenga davvero?

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