Cosenza, maxi–indagine fiscale: scoperte false fatture per 88 milioni di euro. 69 denunce tra persone fisiche e società

COSENZA – Una maxi–indagine della Guardia di Finanza di Cosenza ha messo a nudo un articolato sistema di false fatturazioni per un ammontare complessivo di circa 88 milioni di euro, connesso anche a ipotesi di bancarotta fraudolenta. L’operazione, resa nota il 27 novembre 2025, ha portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria di 69 soggetti, tra 43 persone fisiche e 26 società.

L’origine dell’inchiesta

L’indagine è nata da una verifica fiscale effettuata dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Amantea nei confronti di un’impresa che aveva trasferito la propria sede dalla provincia di Milano a quella di Cosenza.

Gli approfondimenti su alcuni aspetti gestionali e contabili hanno portato a una più ampia attività di polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, che ha esteso il raggio d’azione a diverse imprese, attive soprattutto nel settore della logistica, con sedi tra le province di Milano e Monza-Brianza.

Il sistema delle false fatture

Dagli accertamenti è emerso un complesso meccanismo di false fatturazioni emesse da società prive di reale struttura imprenditoriale – le cosiddette “società cartiere” – a favore di altre imprese che, contabilizzando costi fittizi, abbattevano in maniera fraudolenta la propria base imponibile.

Gli illeciti “risparmi” d’imposta venivano poi veicolati su conti correnti intestati alle società cartiere, dai quali le somme venivano prelevate in contanti, anche grazie a una contabilità ad hoc predisposta, secondo gli investigatori, da professionisti compiacenti.

I numeri dell’evasione

La Guardia di Finanza ha ricostruito un quadro pesantissimo sul piano tributario:

  • False fatturazioni per circa 88 milioni di euro;
  • Omessi versamenti IVA per oltre 3 milioni di euro;
  • Indebite compensazioni d’imposta per circa 2,5 milioni di euro;
  • Bancarotta fraudolenta con “distrazione” dal patrimonio di due società fallite di somme per oltre 26 milioni di euro in danno dell’Erario.

Inoltre, le Fiamme Gialle hanno avviato le procedure per il recupero di una base imponibile di circa 6 milioni di euro ai fini delle imposte dirette e di oltre 10,6 milioni di euro ai fini dell’IVA, a carico dei presunti reali gestori delle società coinvolte.

L’obiettivo dell’operazione

In una nota, la Guardia di Finanza sottolinea che l’attività condotta testimonia il costante impegno nel contrasto all’evasione fiscale, fenomeno che rappresenta un grave ostacolo allo sviluppo economico perché:

  • altera la concorrenza tra imprese;
  • distorce la corretta allocazione delle risorse;
  • mina il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato;
  • sottrae risorse che potrebbero essere destinate a servizi e misure a favore delle fasce più deboli.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Milano e sviluppate dai reparti della Guardia di Finanza di Amantea e Cosenza, proseguiranno per definire le singole posizioni degli indagati e accertare l’eventuale sussistenza di ulteriori responsabilità penali e tributarie connesse al sistema di false fatturazioni e ai fallimenti pilotati.

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