Un’indagine della Procura di Cosenza ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta che riguarda presunti traffici illeciti all’interno della casa circondariale “Sergio Cosmai”. L’operazione riguarda ipotesi di corruzione, introduzione di telefoni cellulari e traffico di sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto penitenziario.
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura bruzia, tra gli indagati figurerebbe anche un agente della polizia penitenziaria, accusato – secondo l’ipotesi investigativa – di aver favorito l’ingresso di droga e dispositivi telefonici all’interno della struttura. In cambio avrebbe ricevuto denaro, regali e altri benefici da familiari di detenuti.
Gli investigatori hanno ricostruito il presunto sistema grazie a segnalazioni e accertamenti investigativi. Tra le modalità individuate per introdurre droga nel carcere vi sarebbero contenitori di cosmetici o oggetti apparentemente innocui, utilizzati per occultare le sostanze stupefacenti durante i colloqui o tramite consegne ai detenuti.
Le indagini hanno portato alla luce anche un utilizzo diffuso di telefoni cellulari e sim card all’interno della struttura, strumenti che avrebbero consentito ai detenuti coinvolti di comunicare con l’esterno.
L’inchiesta rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme sul fenomeno delle infiltrazioni criminali nelle carceri italiane. Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità ulteriori e verificare se il sistema scoperto fosse isolato o parte di una rete più ampia.

