A Vibo Valentia la storia di una ragazza con autismo grave denuncia l’assenza di cure: “Senza aiuto non può nemmeno mangiare”. Altre famiglie nella stessa situazione.
Nel giorno in cui il mondo accende i riflettori sull’autismo, in Calabria la luce blu che illumina la Cittadella regionale si scontra con il buio vissuto da diverse famiglie rimaste senza assistenza. Tra queste, c’è la storia di Laura, una giovane affetta da una grave forma di autismo, che ha visto interrompersi improvvisamente il suo percorso riabilitativo.
A raccontarlo è il padre, Francesco Candela: «Nemmeno una comunicazione ufficiale. A chiamarci è stata direttamente la clinica». Così ha scoperto che l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Vibo Valentia aveva smesso di pagare per il ricovero di sua figlia in una struttura specializzata, lasciandola senza il supporto fondamentale per la sua quotidianità. «Senza assistenza, è impossibile anche solo farla mangiare», denuncia il padre.
Eppure, da quando Laura era stata affidata a un percorso terapeutico mirato, i miglioramenti erano evidenti. Un medico, che l’ha seguita da vicino, ha ribadito la necessità di proseguire il trattamento, riconoscendone i benefici.
Quello di Laura, però, non è un caso isolato. Nella stessa provincia altre due famiglie si trovano nella medesima situazione: «L’Asp di Vibo Valentia è l’unica in tutta la regione a non garantire il pagamento per la degenza dei pazienti con autismo», sottolineano i familiari.
Nel giorno dedicato alla consapevolezza sull’autismo, la vicenda di Laura solleva interrogativi urgenti sulle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. Mentre le istituzioni celebrano, alcune famiglie lottano ogni giorno per non essere dimenticate.

