Il processo “European ‘ndrangheta connection – Pollino”

Il 29 aprile 2025, la Corte di Cassazione ha depositato le motivazioni della sentenza relativa al maxiprocesso “European ‘ndrangheta connection – Pollino”, confermando il ruolo apicale di Antonio Pelle, noto come “Vanchelli” o “la mamma”, nel traffico internazionale di stupefacenti gestito dalla ‘ndrangheta.

I giudici della sesta sezione penale hanno evidenziato che Pelle, classe 1962 e originario di San Luca, è stato un protagonista assoluto dell’attività illecita, sia prima che dopo l’inizio della sua latitanza. Durante questo periodo, ha mantenuto contatti con i sodali, finanziato e concordato momenti strategici essenziali, prospettando future iniziative criminali. La sua condotta è stata ritenuta determinante nell’organizzazione e nella gestione delle attività illecite del clan.

Pelle era stato catturato nell’ottobre 2016 a Ricciolio di Benestare, dopo un periodo di latitanza, e successivamente condannato in via definitiva a 20 anni di reclusione. La sentenza della Cassazione rappresenta un punto fermo nella lotta alla ‘ndrangheta, confermando la validità delle indagini e delle prove raccolte nel corso del maxiprocesso.

Il processo “European ‘ndrangheta connection – Pollino” ha messo in luce le ramificazioni internazionali della ‘ndrangheta, evidenziando come il clan Pelle abbia svolto un ruolo centrale nel traffico di droga su scala europea. La conferma della condanna di Antonio Pelle sottolinea l’importanza della cooperazione tra le autorità giudiziarie italiane e internazionali nella lotta contro la criminalità organizzata.

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