Ci sono delitti che il tempo non riesce a cancellare. Storie che restano sospese tra le pagine ingiallite delle inchieste e il dolore mai sopito delle famiglie. È il caso dell’omicidio dei netturbini Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, assassinati nel 1991 nel Lametino.
A distanza di oltre tre decenni, la Procura di Catanzaro ha deciso di riaprire il fascicolo. Una scelta maturata dopo l’acquisizione di nuovi elementi investigativi che potrebbero riportare luce su una delle pagine più oscure della cronaca calabrese.
Per i familiari delle vittime non si tratta soltanto di una notizia giudiziaria. È la speranza che, dopo tanti anni, qualcuno possa finalmente dare un nome definitivo a responsabilità rimaste nell’ombra.
La Calabria conosce bene il peso della memoria. E sa che la giustizia, anche quando arriva tardi, conserva comunque un valore immenso.

