La cultura nel Marca presentata da Bestjournalismagency “Un ponte sull’Abisso”

La cultura nel Marca presentata da Bestjournalismagency Un ponte sull’Abisso

Organizzare dibattiti culturali per andare oltre il sistema quello che porta la firma del ‘nostro bel paese’ per: malagiustizia, cattiva gestione della res-pubblica, delle emergenze e della Sanità, nonché del fondamentale quanto vitale (anello mancante) della prevenzione.

Il libro del giornalista Paolo Toscano è stato discusso e ponderato dal team di esperti organizzato da Bestjournalismagency sviluppando un dibattito di alta qualità culturale attestante che, le istituzioni devono sì tutelare il futuro, ma ripartendo dalla cultura nonché dalla storia e che, lavorare in sinergia è ‘conditio sine qua non’ all’ottenimento del risultato atteso. La Cultura come suprema ‘arma’ per argomentare la storia narrata dal libro di Toscano (già Caporedattore della Gazzetta del Sud) ha sviscerato ogni aspetto (storico quanto futuro) d’un romanzo attinente ad un processo educativo che favorisce competenze emotive nonché maturità, essenziali per lo sviluppo integrale della persona.

Se la vita è una sfida, la lettura di Un Ponte sull’Abisso deve promuovere cultura ed informazione (anello fondamentale del percorso di civiltà e crescita) come  sfida ad un cambiamento possibile (Maria); il significato del termine cultura, in senso antropologico, abbraccia tutte le manifestazioni inerenti le abitudini sociali d’una comunità, così come, l’agire delle persone nei rapporti agli usi della stessa. La Cultura (o meglio, la mancanza) nei protagonisti del libro, assume il ruolo di arma senza la quale –un’inerme generazione- è priva degli strumenti per opporsi al destino; ciò delinea che, l’aspetto culturale ed educativo, reso continuo e permanente, può far prevenzione, conferendo alla società, in dote, le rinvenute competenze e capacità che, coordinate, contrastano le sfide della vita. Qualità di vita e cultura sono connubio strategico per gestire ogni periodo e passaggio della nostra quotidianità, poiché ne accrescono cognizione e consapevolezza.

Gli interventori dell’incontro sono stati gli illustri quanto distinto professionisti:

  • Pietro Molinaro – “Presidente Commissione ANTI’NDRANGHETA Calabria”;
  • Carlo Fontanazza – “Consigliere in Corte d’Appello a Catanzaro”;
  • Sergio Gaglianese – “Presidente La TAZZINA della Legalità”;
  • Filippo Capellupo – “Presidente regionale U.N.P.L.I.”;
  • Paolo Toscano – “Autore”;

moderati dalla collega giornalista Maria Teresa Notarianni.

I temi emersi in prima battuta sono stati in riferimento a:

Le errate convinzioni ed i mancati apprendimenti influenzano in modo dannoso la nostra vita che risulta privata dell’apertura (mentale e di cuore) conducente poi al cambiamento. Paolo Toscano scrive come se dipingesse nel suo libro che afferma il messaggio di LIBERTÀ DALLE ATAVICHE CATENE libertà dalle ataviche: leggere – Un Ponte sull’Abisso rende visibile e chiaro cosa siamo stati e chi [!] NON vogliamo più essere, ma soprattutto chi desideriamo diventare, in una sorta di catarsi che conduce alla visione dei -nuovi diritti umani -. Se le diverse esperienze mutano il carattere, noi abbiamo l’obbligo di affrontare con nuova maturità il percorso di vita che gestisce ‘relazioni ed accadimenti’.
Tale concetto, è stato illustrato dettagliatamente dal presidente della Commissione regionale anti n’drangheta Pietro Molinaro che, riferendosi alla -Maria- del libro che ci lascia un messaggio di ottimismo per il futuro, sottolinea che, tutti noi, se vogliamo il cambiamento dobbiamo costruircelo.

La validità nonché l’opportunità e la necessità da cui nasce una legge, rende ‘precaria’ la stessa se, nella sua applicazione ciascuno si rende colpevole di rispettarla parzialmente (atteggiamento di mafiosità) dunque, la meditata e studiata ‘strategia educativa’ cade nel vuoto più assoluto quanto controproducente, poiché non assolve l’obiettivo di condurre la persona al ‘pieno e consapevole sviluppo umano’. Modaiole e devianti poi le manifestazioni di un preciso momento storico, se non supportate dal sincero desiderio di ‘riscatto culturale’ tale da dare una svolta alla propria vita. Si deve perseguire l’obiettivo di migliorarsi, nonostante la disastrata società (vi è anche quella sana!) e nonostante il rapporto di potere tra classi sociali per l’interesse a mantenere e rafforzare accanitamente i singoli poteri, diversamente, manovre e stratagemmi, non producono frutti.

Il Magistrato e relatore Carlo Fontanazza ha esposto vari concetti emersi dalla lettura del libro, legati ad una considerazione: “l’educazione alla legalità è uguale, è la stessa cosa dell’educazione antimafia? La legalità è un termine universale che significa -’essere conforme alla legge e a quanto da essa prescritto“. La conformità alla legge viene dopo l’esistenza della legge stessa, quindi la legge dovrebbe essere anteriore alla legalità. Ma anche su questo si può discutere: se la legalità è l’idea platonica, la struttura mentale di riferimento da cui si sviluppano e a cui fanno riferimento le singole leggi, l’idea di legalità dovrebbe, per contro, precedere le leggi stesse, che dovrebbero essere conformi adeguandosi ad essa. Pianificare gli obiettivi dell’educazione scolastica, formando e stimolando la maturazione di una coscienza “critica”al fin di rielaborare personalmente i contenuti”, è l’obiettivo cui si dovrebbe giungere, ovvero aver trasmesso ed insegnato la capacità di saper mettere in discussione ciò che è reso obbligatorio dalla conformità alla legge. Tutto questo comporta una carica più o meno rivoluzionaria del “saper mettere in discussione”!

Nella concezione giuspositivistica kelseniana tutto il diritto deve essere riducibile a norme che prevedano una sanzione: esso è, infatti, la regolamentazione del potere di coazione, finalizzata al conseguimento di qualunque fine perseguibile con tale mezzo. Il positivismo giuridico come modo di avvicinarsi allo studio del diritto “è caratterizzato dalla netta distinzione tra diritto reale e diritto ideale, o, con altre espressioni equivalenti, fra diritto come fatto e diritto come valore, tra il diritto qual è e il diritto quale deve essere; se il giusnaturalismo afferma che ‘l’esistenza d’un diritto naturale preesiste alle istituzioni politiche e sociali, il giuspositivismo, che ‘ è diritto solo il diritto positivo (quello delle leggi ufficiali). Se l’esistenza di un complesso di regole razionali di giustizia e di valori etico-sociali universali, associate al diritto naturale che è diritto conforme alla ragione e alle tendenze socievoli dell’uomo (dal giusnaturalismo all’illuminismo), noi possiamo riscoprire come, con fattezze eleganti e metodi educativi –e non punitivi- si può ottenere la sana correzione nonché disciplina. Scomodando il padre del giusnaturalismo, GROZIO, rispolveriamo temi simili già nel suo ‘De iure belli ac pacis’ del (1625).

Paolo Toscano

Scrive  come se dipingesse il suo libro, che afferma il messaggio di Libertà dalle Ataviche Catene leggere “Un ponte sull’Abisso”rende visibile e chiarocosa siamo stati e, chi non vogliamo più essere, ma soprattutto chi NON vogliamo diventare! in una sorta di catarsi che conduce alla visione dei nuovi diritti umani! Se le diverse esperienze mutano il carattere, NOI abbiamo l’obbligo di affrontare con nuova maturità il percorso di vita che gestisce  ‘relazioni ed accadimenti’.

“Un ponte sull’abisso’  è profondità e complessità d’un mondo, sublimemente descritto da Paolo che, ne interpreta il messaggio finale di:

  • Speranza (spera)!
  • Cambiamento (cambia)!
  • Responsabilità (responsabilizzati)!

Se la Terra di Calabria esprime l’aggettivo ‘complicato’ le conoscenze personali del dr Toscano inducono a leggere il romanzo, elaborato nel corso d’un tratto di vita ‘da giornalista’ che ‘romanza’ mirabilmente le vicende di ‘ndrangheta di un entroterra zona pre-aspromontana, ancor troppo poco conosciuto, il ‘reggino’.

Consapevolezza in quella società calabrese scettica (che esprime grandi numeri) che, liberarsi dal ‘maledetto giogo mafioso’ deve essere un cardine cui attenersi.

Quella richiamata da Paolo Toscano, è la responsabilità oggettiva, che rappresenta il concetto chiave nel diritto civile; il concetto di responsabilità oggettivo.non è presunzione, ma rispecchia tale forma di responsabilità che grava su un individuo, causa, la situazione contingente.

Dunque, il nostro autore incita (e fomenta) la società attuale a capacitarsi del grave stato in cui, letteralmente versa, ossia, d’esser sottoposta al sistema ‘ndrangheta; all’uopo, invita a contrastare tale –mala pianta- NON come esclusivo compito delle Forze dell’ordine o della Magistratura, poiché, tale supposto, ha ‘reso gioco’ all’antistato; ed è da ciò, che scaturisce una ‘mission possible’ anziché, la retorica ‘mission impossible’.

“Ritengo che, la logica della delega in bianco (senza assumersi mai alcuna responsabilità diretta attraverso comportamenti responsabili) debba essere definitivamente messa da parte senza se e senza ma”

Paolo Toscano.

Don Ciccio Serrano è un personaggio che vive in un mondo lontano anni luce da un modello civile di società. Meditiamo in quello di mondo NEFASTO, si prova eccitazione solo a fregiarsi della definizione di ’ndranghetista, ossia di uomo sprezzante del rischio, inconsapevoli, della definizione del filologo tedesco, Gerard Rohlfs che, alla voce ’ndranghiti, associa Uomo Balordo!  ma, la speranza di minare tale serrato mondo, per un uomo (il giornalista e scrittore Toscano) che in seno ha la cultura più pura e sublime per tracciare percorsi di vita, non la si deve e non la si può negare; la POSSIBILITA’ (certa) che dal GIOGO….ci si possa liberare (tutti insieme, magari e possibilmente) è il sommo desiderio, narrato quanto realmente perseguito (da quello che è stato giornalista di cronaca nera). *Maria, la nipote di Don Ciccio, rappresenta la speranza di cambiamento nel romanzo.

Forza, coraggio, speranza e determinazione, ne fanno l’eroina attuale quanto più vera del bellissimo romanzo cui, suggeriamo attenta lettura.

“Un ponte sull’abisso” meditativa quanto attrattiva lettura firmata da un sublime romanziere, al suo esordio.

Maria Teresa Notarianni e Pietro Molinaro

Fonte Rai News

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