Lunedì scorso il mio corpo mi ha fermato all’improvviso.
Un dolore feroce all’addome e alla bocca dello stomaco, di quelli che ti tolgono il fiato e ti fanno temere il peggio. Per un attimo ho pensato a qualcosa di cardiaco… e non lo nascondo, ho avuto paura. Ma poi, dopo esami su esami, il verdetto: gastrite acuta.
Stavo malissimo.
Eppure, come sempre, ho stretto i denti.
Perché quando hai visto la morte in faccia, il dolore non ti spaventa più: lo guardi, lo riconosci, e gli dici “passerai anche stavolta”.
Ma in mezzo a quella notte difficile… è accaduto qualcosa che mi ha davvero toccato il cuore.
Qualcosa che ti fa capire che la Calabria sta cambiando, che la nostra Cosenza sta crescendo, e che l’Ospedale Annunziata sta diventando un luogo di speranza, non solo di cura.
Appena sono arrivato ho visto negli occhi degli infermieri, degli OSS, dei medici una determinazione che non vedevo da tempo.
Umanità vera.
Presenza.
Competenza.
E poi lui, il prof. Andrea Bruni: un uomo che si prende cura dei suoi pazienti come fossero figli, con amore, con dedizione, con quel modo di fare che non si insegna si ha nel cuore.
Io, che di ospedali ne ho girati tanti, tantissimi, per un attimo ho pensato:
“Ma dove sono finito?”
E poi mi sono guardato attorno e ho sussurrato:
“Sergio… sei a casa tua. Sei nella tua Cosenza”.
E la cosa ancora più bella?
Ho osservato tutte le persone che arrivavano, una dopo l’altra… e venivano accolte, ascoltate, valutate in pochissimo tempo.
Il triage scorreva, il primo soccorso funzionava.
Certo, manca ancora un po’ di personale è vero ma se questo è l’inizio… il nostro nosocomio diventerà un fiore all’occhiello di tutta Italia.
Non lo dico per fare retorica.
Lo dico perché l’ho visto.
Perché l’ho vissuto.
Perché chi ci lavora dentro sta dando l’anima per cambiare tutto quello che per anni ci ha fatto soffrire.
E allora grazie.
Grazie a chi sta in corsia, a chi regge il peso dei turni infiniti, a chi stringe la mano ai pazienti, a chi ti dice “stai tranquillo, ci sono io”.
Grazie a chi sta trasformando la nostra sanità in un luogo di dignità e rinascita.
Io, lunedì, sono entrato con un dolore.
Ma sono uscito con una certezza:
la Calabria può rinascere.
E l’Annunziata ne è la prova.
❤️ Sergio
La Sanità che cambia

