L’acqua dovrebbe essere una certezza. E invece, per migliaia di cittadini, continua a trasformarsi in una preoccupazione.
Le interruzioni che hanno interessato diverse zone dell’area urbana cosentina hanno riportato al centro del dibattito il tema delle infrastrutture idriche e della loro fragilità. Famiglie costrette a riorganizzare le proprie giornate, attività commerciali in difficoltà e cittadini esasperati da disagi che si ripetono con frequenza.
Dietro ogni rubinetto che resta asciutto c’è una storia diversa. C’è chi deve assistere un anziano, chi lavora da casa, chi gestisce un’attività e si trova improvvisamente senza uno dei servizi essenziali.
Le istituzioni assicurano interventi e monitoraggi continui, ma il sentimento diffuso tra la popolazione è che servano investimenti strutturali e non soltanto soluzioni temporanee.
Perché nel 2026 l’acqua non può essere ancora considerata un’emergenza.

