Una mostra e un dibattito per ricordare il giovane antifascista vittima della violenza politica
Cinquanta anni fa, il 20 ottobre 1974, moriva a Lamezia Terme, ucciso a colpi di pistola, Adelchi Argada, giovane militante comunista. A sparargli due fascisti, Michele De Fazio e Oscar Porchia, al culmine di un pestaggio.
Adelchi era un ragazzo di vent’anni, impegnato attivamente nella difesa dei diritti dei lavoratori e delle classi sociali più svantaggiate. Il suo attivismo era ispirato dagli ideali comunisti e dall’esempio di tanti altri giovani che, negli anni ’70, si opponevano a un sistema considerato oppressivo e ingiusto.
In quegli anni, Lamezia Terme era una città attraversata da forti conflitti sociali e da un clima di crescente violenza politica, un riflesso della situazione nazionale, in cui lo scontro tra le forze dell’estrema sinistra e quelle dell’estrema destra si stava inasprendo.
Cinquanta anni dopo quei fatti, Lamezia Terme ricorda Adelchi Argada con una mostra al Chiostro di San Domenico che espone documenti e fotografie di quel periodo, oltre a una serie di opere d’arte dedicate ad Adelchi, e con un incontro dedicato al tema della “falsificazione della storia, contro ogni fascismo”. Dopo una lettura di Achille Iera e due brevi introduzioni di Rosa Tavella e Laura Fazzari sono previsti gli interventi di Saverio Ferrari, ricercatore dell’Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre e Angelo D’Orsi, già docente di Storia del pensiero politico all’Università di Torino.

