Lettera aperta al dottor Luigi Marafioti

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo

Caro dottor Luigi Marafioti,

scrivo queste righe con il cuore prima ancora che con la penna. Sono un malato oncologico e, come tanti altri pazienti, conosco bene cosa significhi convivere con la paura, con l’incertezza e con la speranza che ogni giorno accompagna il nostro cammino.

Proprio per questo sento il dovere morale di testimoniare pubblicamente ciò che ho vissuto in prima persona.

Nel mio percorso di cura ho incontrato medici di altissimo livello, professionisti che hanno saputo coniugare competenza, dedizione e umanità. Tra loro desidero rivolgere un pensiero particolare a lei, che con il suo lavoro quotidiano rappresenta un punto di riferimento per tantissimi pazienti.

La sua preparazione scientifica è indiscutibile, ma ciò che più colpisce è la sua umiltà. In un momento della vita in cui ogni parola pesa come un macigno, lei riesce a trovare il tempo per ascoltare, spiegare, rassicurare e restituire dignità alle persone che si affidano alle sue cure. Questo, per chi affronta una malattia oncologica, vale quanto una terapia.

Ho avuto modo di conoscere da vicino anche tanti altri professionisti della sanità cosentina e posso affermare, senza timore di essere smentito, che dietro i camici bianchi lavorano donne e uomini che affrontano ogni giorno enormi responsabilità con spirito di servizio, sacrificio e competenza.

Per troppo tempo della sanità calabrese si è parlato quasi esclusivamente per evidenziarne le criticità. Le difficoltà ci sono state e nessuno può negarlo. Ma chi vive oggi gli ospedali e i reparti può vedere anche una realtà diversa: quella di una sanità che sta cambiando, che investe nelle professionalità, nelle tecnologie e nell’organizzazione dei servizi, cercando di restituire fiducia ai cittadini.

Naturalmente resta ancora molto da fare. Le liste d’attesa, il fabbisogno di personale e il completamento di numerosi progetti rappresentano sfide importanti. Ma sarebbe profondamente ingiusto non riconoscere i passi avanti compiuti e il lavoro quotidiano di tanti professionisti che, spesso lontano dai riflettori, continuano a prendersi cura delle persone con passione e competenza.

Da paziente posso dire di essermi sentito accolto, seguito e rispettato. Posso dire di aver trovato ascolto quando ne avevo più bisogno e di aver incontrato medici che hanno saputo guardare oltre la malattia, vedendo prima di tutto la persona.

Per questo oggi desidero dire semplicemente grazie.

Grazie a lei, dottor Marafioti, per il suo esempio di professionalità, equilibrio e umanità.

Grazie ai medici, agli infermieri, ai tecnici sanitari, agli operatori socio-sanitari e a tutto il personale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza che ogni giorno combattono accanto ai pazienti una battaglia difficile, spesso silenziosa, ma fondamentale.

Un doveroso quanto accorato ringraziamento anche a Sergio Giannino Del Giudice, che mi sta accompagnando umanamente in questo mio spinoso percorso, standomi affianco con premura e affetto che nutre.

Le buone notizie meritano di essere raccontate quanto quelle negative. E quando una persona vive sulla propria pelle un’esperienza positiva, ha il dovere di condividerla.

Con sincera riconoscenza e con la speranza che la sanità calabrese continui a crescere, migliorare e diventare sempre più un motivo di orgoglio per tutti noi.

Con gratitudine,

Giuseppe Montaldista

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