MILETO – Quella che doveva essere una vacanza in Calabria si è trasformata in una tragedia. È morto il padre della bambina di dieci anni rimasta gravemente ustionata insieme ai genitori nell’esplosione avvenuta all’interno di un bed and breakfast di Mileto, nel Vibonese.
La vittima è un turista sloveno di 46 anni, Yamnik Cobolt Petra, deceduto nel centro specializzato di Palermo dove era stato trasferito d’urgenza dopo le prime cure. Le ustioni riportate nella deflagrazione erano gravissime e, nonostante l’intervento dei sanitari, l’uomo non ce l’ha fatta.
Restano invece ricoverate in condizioni gravi la moglie, di 44 anni, e la loro figlia di appena dieci anni.
La bambina si trova in un centro specializzato di Bari, mentre la madre è stata trasferita a Catania. Tutti e tre i componenti della famiglia avevano riportato ustioni di secondo e terzo grado estese su oltre il 30 per cento del corpo ed erano stati intubati e ricoverati con prognosi riservata.
La tragedia ha avuto inizio nella serata di martedì 25 agosto all’interno del B&B Villa Mary, nelle campagne di Mileto.
Secondo quanto ricostruito nelle prime ore successive all’incidente, la famiglia slovena si stava preparando a cenare quando una violenta esplosione ha investito l’alloggio nel quale soggiornava. Subito dopo la deflagrazione si è sviluppato un incendio che ha provocato le gravissime ustioni ai tre turisti.
In pochi istanti una normale serata di vacanza si è trasformata in un’emergenza drammatica.
Sul posto sono giunti i Vigili del fuoco e diverse ambulanze del 118. Padre, madre e figlia sono stati inizialmente trasportati all’ospedale di Vibo Valentia, dove i sanitari hanno compreso immediatamente la gravità delle loro condizioni.
È stata così organizzata una complessa operazione per trasferirli in strutture specializzate nella cura dei grandi ustionati.
Tre destinazioni differenti per tentare di salvare un’intera famiglia: Palermo per il padre, Catania per la madre e Bari per la bambina.
Il quadro clinico dell’uomo, però, si è progressivamente aggravato fino al tragico epilogo comunicato oggi, 27 agosto.
Adesso l’attenzione dei medici resta concentrata soprattutto sulla moglie e sulla figlia, le cui condizioni continuano a essere considerate serie.
Parallelamente proseguono gli accertamenti per comprendere con precisione cosa abbia provocato l’esplosione.
Nelle prime ricostruzioni si è parlato di una bombola di gas e di una possibile fuga, ma saranno le verifiche tecniche affidate agli investigatori e ai Vigili del fuoco a dover chiarire definitivamente l’origine della deflagrazione.
È importante quindi distinguere ciò che è ormai accertato dalle ipotesi ancora al vaglio.
Il dato certo è che una violenta esplosione ha investito la famiglia all’interno della struttura ricettiva e che il padre, dopo due giorni di lotta, è morto per le conseguenze delle gravissime ustioni riportate.
Le cause tecniche dell’esplosione, invece, dovranno essere stabilite attraverso gli accertamenti in corso.
Una storia che scuote profondamente Mileto e l’intera Calabria.
Una famiglia arrivata dalla Slovenia per trascorrere qualche giorno di serenità si è ritrovata improvvisamente divisa tra tre ospedali lontani centinaia di chilometri l’uno dall’altro.
Il padre non tornerà più a casa.
La madre continua a combattere a Catania.
E una bambina di dieci anni resta affidata alle cure dei medici di Bari.
Dietro le indagini, i rilievi e la necessaria ricostruzione tecnica dell’accaduto rimane soprattutto il dramma umano di una famiglia spezzata durante una vacanza che avrebbe dovuto lasciare soltanto ricordi felici.
Ora tutta l’attenzione è rivolta alla madre e soprattutto alla piccola, mentre dalla Calabria arriva la speranza che almeno loro possano superare le conseguenze di quella terribile notte.

