È una delle più imponenti operazioni antimafia degli ultimi anni quella scattata all’alba nel Reggino. Oltre cinquecento uomini tra Polizia di Stato e Carabinieri hanno eseguito 79 misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, colpendo alcune delle più potenti articolazioni della ‘ndrangheta.
Nel mirino degli investigatori sono finite le storiche cosche De Stefano, Tegano e Condello, ritenute al centro di un articolato sistema criminale fatto di traffico di stupefacenti, estorsioni, controllo del territorio e infiltrazioni nell’economia legale. L’inchiesta rappresenta il risultato di anni di attività investigativa, intercettazioni, pedinamenti e dichiarazioni di collaboratori di giustizia che hanno consentito di ricostruire la struttura organizzativa dei clan.
Le operazioni sono state eseguite contemporaneamente in diverse province italiane, a dimostrazione della capacità della criminalità organizzata di operare ben oltre i confini regionali. Le accuse contestate agli indagati sono pesantissime e comprendono, a vario titolo, associazione mafiosa, traffico internazionale di droga, estorsione, detenzione di armi e altri reati aggravati dal metodo mafioso.
Ancora una volta lo Stato ha dimostrato la propria presenza sul territorio, ma la battaglia contro la criminalità organizzata resta lunga e complessa. Ogni blitz rappresenta un tassello importante nella difesa della legalità, ma anche un richiamo alla necessità di mantenere alta l’attenzione su un fenomeno che continua a rappresentare una delle principali emergenze sociali ed economiche della Calabria

