Omicidio Ciriaco, assolti in appello bis: resta senza colpevoli un delitto di 23 anni fa

CATANZARO – Dopo oltre vent’anni, il brutale omicidio dell’avvocato Torquato Ciriaco resta senza colpevoli. La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha assolto “per non aver commesso il fatto” Vincenzino Fruci, suo fratello Giuseppe e il collaboratore di giustizia Francesco Michienzi, ritenuti per anni i presunti esecutori materiali del delitto avvenuto il 1° marzo 2002.

Si chiude così l’appello bis di un processo segnato da ribaltoni giudiziari. In primo grado, i tre imputati erano stati assolti. Ma la Corte d’appello aveva poi inflitto 30 anni ai fratelli Fruci e 7 anni e 4 mesi a Michienzi, le cui dichiarazioni avevano dato impulso all’inchiesta. La Cassazione, tuttavia, nel dicembre 2022 ha annullato con rinvio quella sentenza, aprendo la strada al nuovo processo che si è concluso ora con l’assoluzione degli imputati.

Nel frattempo, era già divenuta definitiva l’assoluzione del presunto mandante, il boss di Filadelfia Tommaso Anello.

Secondo la ricostruzione accusatoria, Ciriaco sarebbe stato ucciso per impedirgli l’acquisto di una cava destinata, in realtà, a persone vicine alla cosca Anello-Fruci. I sicari lo colpirono mentre era alla guida della sua auto in località Calderaro, affiancandolo con un’altra vettura e aprendo il fuoco.

A 23 anni dai fatti, la giustizia non ha trovato colpevoli. E la rabbia dei familiari dell’avvocato esplode in un duro comunicato firmato dalle sei figlie della vittima: Teresa, Francesca, Laura, Eugenia, Maria Chiara e Giulia.

“Adesso diteci chi è stato – scrivono –. Nostro padre non è stato strappato alla vita da un uomo invisibile, ma da menti criminali. Non è stato ucciso da un pazzo qualunque, ma dalla cosca Anello-Fruci, che voleva eliminare un avvocato integerrimo e quindi scomodo. Basta con le prese in giro. Basta con le favole di giustizia.”


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *