Ponte sullo Stretto, gli ambientalisti non si arrendono: presentato un nuovo ricorso

Non si placano le polemiche attorno al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. A luglio 2025, un nuovo ricorso è stato formalmente depositato da un’ampia rete di associazioni ambientaliste che da tempo si oppongono alla realizzazione dell’opera. Il documento, presentato al TAR del Lazio, contesta la legittimità degli atti autorizzativi finora emessi, mettendo in discussione l’impatto ambientale, la gestione delle varianti progettuali e la trasparenza del procedimento.

Nel mirino degli ambientalisti, ci sono soprattutto i recenti aggiornamenti al progetto definitivo, giudicati “incompleti e carenti” sotto il profilo delle valutazioni ambientali e paesaggistiche. Il fronte del “no” accusa inoltre il governo e la società Stretto di Messina di “forzature legislative” e di “scorciatoie procedurali” che rischierebbero di compromettere l’equilibrio dell’ecosistema marino e terrestre dell’area.

Il nuovo ricorso arriva a pochi giorni dalla conferenza dei servizi decisiva per l’approvazione definitiva del progetto. Gli attivisti chiedono una sospensione immediata degli atti e minacciano di rivolgersi anche alla Corte di Giustizia Europea, qualora le vie interne non dovessero garantire adeguata tutela ai territori coinvolti.

Nel frattempo, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha ribadito la volontà del governo di “tirare dritto” e aprire i cantieri entro l’autunno. “Il ponte è un’opera strategica per l’Italia – ha dichiarato – e dopo mezzo secolo di parole è ora di passare ai fatti”.

Lo scontro tra favorevoli e contrari si riaccende, dunque, con nuovi capitoli legali, mentre l’opinione pubblica resta divisa tra chi intravede nel ponte un volano per lo sviluppo del Mezzogiorno e chi teme una ferita irreversibile al cuore dello Stretto.

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