Era coinvolta anche l’ex vicepresidente della Regione Calabria, Antonella Stasi
Sono stati tutti assolti, perché “il fatto non sussiste”, gli imputati coinvolti nell’inchiesta denominata “Erebo Lacinio”, condotta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro e riguardante una presunta associazione per delinquere accusata di aver gestito un traffico illecito di rifiuti. Agli imputati venivano contestati anche il reato di truffa aggravata e una serie di illeciti amministrativi.
La sentenza è stata emessa, a conclusione del processo con rito abbreviato, dal Gup di Catanzaro Sara Merlini. Tra gli imputati figurava, nella qualità di amministratore dell’azienda “Le verdi praterie”, l’ex vicepresidente della Regione, Antonella Stasi, suo fratello Roberto, nella qualità di consulente, Massimo Francesco Carvelli, dipendente amministrativo, Anna Crugliano, rappresentante legale, ed i dipendenti Salvatore Esposito, Antonio Muto, Raffaele Rizzo e Salvatore Succurro.
L’inchiesta scaturiva dal fatto che la società, specializzata nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ha gestito un impianto alimentato con biomasse di origine vegetale e animale, secondo l’accusa “in modo non conforme alla normativa” e provocando anche sversamenti illeciti.
Il Gup ha anche disposto la revoca del sequestro dei beni mobili e immobili che era stato deciso a suo tempo a carico della società “Le verdi praterie”.
FONTE RAI

