Processo “Jonny”: 8 anni a Leonardo Sacco per aver intrecciato la ‘ndrangheta con la gestione del Cara Sant’Anna

La Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta da Antonio Battaglia con giudici Paola Ciriaco e Barbara Saccà, ha confermato la condanna a 8 anni di reclusione per Leonardo Sacco, ex governatore della confraternita Misericordia di Isola Capo Rizzuto, ritenuto parte di un’organizzazione mafiosa che ha gestito in modo illecito il Cara “Sant’Anna” di Isola Capo Rizzuto.

L’infrastruttura è stata trasformata in un vero e proprio bancomat per la cosca Arena, con appalti pilotati e fatture gonfiate sfruttando l’emergenza migranti. Per Sacco sono escluse le aggravanti relative all’uso delle armi e al profitto, ma la responsabilità associativa resta confermata.

Altre condanne emerse dalla sentenza d’appello:

  • Francesco Antonio Arena (’91) – 7 anni
  • Francesco Antonio Arena (’80) – 7 anni
  • Giuseppe Arena (’66) – 10 anni e 4 mesi
  • Giuseppe Arena (’86) – 7 anni
  • Francesco Arena (’79) – 7 anni
  • Francesco Arena (’60) – 6 anni
  • Pasquale Arena (’92) – 8 anni e 4 mesi
  • Salvatore Arena – 6 anni e 8 mesi
  • Raffaele Di Gennaro – 9 anni e 2 mesi
  • Domenico Falcone – 9 anni e 4 mesi
  • Salvatore Foschini – 8 anni e 8 mesi
  • Francesco Gentile – 10 anni e 4 mesi
  • Antonio Giglio – 8 anni
  • Nicolino Gioffrè – 11 anni e 4 mesi
  • Maurizio Greco – 10 anni
  • Andrea Guarnieri – 4 anni
  • (e molti altri, con pene tra 2 e 11 anni).
    L’unico assolto – da tutte le accuse – è stato Francesco Bruno, imputato come presunto capo della cosca di Vallefiorita.

La DDA di Catanzaro aveva già evidenziato che, grazie alla Misericordia e a Sacco, la ‘ndrangheta controllava gli appalti e i servizi al Cara Sant’Anna, gestendo milioni di euro destinati all’accoglienza. Il meccanismo comprendeva malversazione, fatture false, frode e riciclaggio, con numerose aziende riconducibili al clan.

Secondo l’accusa, Sacco e altri hanno deviato fondi pubblici stanziati dalla Prefettura per l’assistenza umanitaria, in favore della cosca Arena, privando i migranti di risorse destinate ai loro diritti.

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