Il Tribunale di Paola ha emesso la sentenza di primo grado nel processo “Katarion”, un’importante operazione antimafia condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro. L’inchiesta ha colpito duramente il clan Muto di Cetraro, attivo nel traffico di droga e nelle estorsioni lungo il Tirreno cosentino, in particolare nei comuni di Cetraro, Diamante, Scalea e Buonvicino.
Esito del processo
- Condanne: 19 imputati sono stati condannati, con pene che variano da 1 anno e 3 mesi fino a 26 anni e 11 mesi di reclusione. Tra le condanne più severe figurano:
- Giuseppe Mandaliti: 26 anni e 11 mesi
- Carlo Ricca: 16 anni e 10 mesi
- Ivan Vilardi: 14 anni e 10 mesi
- Lorenzo Pastorelli: 14 anni e 10 mesi
- Luca Grosso Ciponte: 13 anni e 10 mesi
- Assoluzioni: 7 imputati sono stati assolti, tra cui Giovanni Aita, Carmine Antonuccio, Davide Caccamo, Franco Scorza, Carmine Perrone, Loris Ricco e Andrea Valente.
- Prescrizioni: 9 imputati non sono stati giudicati per intervenuta prescrizione dei reati contestati.
Dettagli dell’inchiesta
L’operazione “Katarion”, avviata nel marzo 2021, ha documentato circa 250 episodi di cessione di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno evidenziato una struttura criminale ben organizzata, con ruoli definiti e un controllo capillare delle piazze di spaccio. Oltre al traffico di droga, sono stati contestati reati di estorsione e detenzione illegale di armi, aggravati dal metodo mafioso.
Implicazioni e parti civili
Tra le parti civili nel processo figurano l’associazione antiracket di Cosenza, i Ministeri della Salute e dell’Interno, oltre a titolari e amministratori di aziende locali. La sentenza rappresenta un significativo passo avanti nella lotta contro la criminalità organizzata nella regione.

