Luglio 2025 – A Rosarno, nel cuore della Piana di Gioia Tauro, si consuma un dramma umano che sembra non trovare soluzione. Sono le storie degli ex residenti di via Pitagora, famiglie sfrattate da mesi, abbandonate a un destino fatto di precarietà, promesse disattese e silenzi istituzionali.
Quella che era stata una sistemazione d’emergenza – tra baracche, container e stanze sovraffollate – si è trasformata in un limbo permanente. Molti degli sfrattati vivono oggi in condizioni igienico-sanitarie disperate, senza acqua corrente né elettricità. I bambini non frequentano la scuola con regolarità, e diversi anziani e malati cronici sono costretti a vivere senza cure adeguate.
Le istituzioni, più volte chiamate in causa, hanno finora fornito solo risposte parziali. Il Comune di Rosarno ha promesso soluzioni abitative temporanee, ma i fondi stanziati non coprono il fabbisogno reale, e gli alloggi promessi restano sulla carta. Intanto, la disperazione cresce e con essa il rischio di tensioni sociali.
Le associazioni del territorio, come Mediterranei per la Pace e Il Cenacolo, denunciano l’inerzia e chiedono un intervento urgente della Regione Calabria. «Non è più tollerabile lasciare queste persone in queste condizioni», afferma Carmela Barillaro, volontaria impegnata sul campo. «Questi non sono numeri. Sono famiglie, bambini, esseri umani che meritano rispetto e dignità».
L’eco della vicenda è giunta anche in Parlamento. Il deputato Francesco Forciniti (M5S) ha depositato un’interrogazione chiedendo conto al governo della mancata attuazione delle misure di sostegno agli sfrattati di via Pitagora, parlando di “emergenza sociale colpevolmente ignorata”.
E mentre il caldo di luglio infiamma le giornate e le tende si trasformano in forni, la speranza di un alloggio dignitoso si fa sempre più flebile. Rosarno si interroga sul senso di una giustizia sociale che, per troppi, continua a restare solo un miraggio.

