ON THE ROAD: Civita e le facce d’hommo – Morano Calabro e il “Parco della
Lavanda”.
di Maria Giovanna Santucci
Borghi italiani, tra storia, cultura e bellezze naturali on the road.
Civita fu fondato nel XV secolo da profughi albanesi in fuga dall’invasione ottomana, Civita
è un pittoresco borgo situato nella regione Calabria, all’interno del Parco Nazionale del
Pollino, famoso per la sua ricca storia e cultura arbereshe (albanese).
Il paese la cui forma ricorda un vascello, si trova arroccato su una collina a circa 450 metri
sul livello del mare e offre splendide vedute sulle gole del Raganello, una gola profonda
scavata dal torrente omonimo, una meta molto amata dagli appassionati di escursionismo
e canyoning. Il torrente Raganello, è attraversato dal Ponte del Diavolo, un antico ponte di
pietra legato a leggende misteriose.
Giungiamo nel centro storico di Civita che è un labirinto di vicoli stretti, case tipiche con
caratteristiche “case Kodra”: e facce d’hommo, le case antropomorfe così chiamate per il
loro aspetto che ricorda volti umani, grazie alla disposizione delle finestre e delle porte. I
comignoli di Civita sono straordinari, non esiste un comignolo uno uguale all’altro.
Le tradizioni religiose e culturali albanesi si riflettono anche nell’architettura delle sue
chiese, come la Chiesa di Santa Maria Assunta, di rito bizantino, che conserva icone e
simboli della tradizione ortodossa.
A tavola, golosità arbëreshe, per una cucina povera e genuina: pomodori, cipolle,
melenzane, peperoncino rosso la pasta fatta in casa, nduja, carne di capretto e agnello.
Pane, pasta, rrashkatjel, strangulë, dromsa.
Proseguendo il viaggio giungiamo a Campotenese frazione di Morano e qui rimaniamo
incantati dal “Parco della Lavanda”, tra profumi e colori, angoli di cielo con tramonti e
giochi di luce pazzeschi per gli amanti della fotografia. La fioritura della lavanda avviene
tra fine giugno e fine agosto.
A seguire Morano Calabro suggestivo borgo medievale situato nel cuore del Parco
Nazionale del Pollino. Arroccato su una collina a circa 700 metri sul livello del mare, il
paese offre una vista panoramica spettacolare sulle montagne circostanti e sulla valle
sottostante.
Il borgo è caratterizzato da un intricato labirinto di stradine strette e tortuose, vicoli
acciottolati, archi in pietra e case costruite l’una sull’altra, che creano un’atmosfera
affascinante e senza tempo. Le sue origini risalgono all’epoca romana, ma il suo aspetto
attuale riflette l’influenza medievale e rinascimentale.
Una delle principali attrazioni di Morano Calabro è il Castello Normanno-Svevo, costruito
nel XII secolo e successivamente ampliato dagli Aragonesi. Le rovine del castello
dominano il paesaggio e offrono una vista mozzafiato sulla valle. Un altro luogo
d’interesse è la Chiesa di San Bernardino da Siena, un capolavoro dell’architettura gotica
del XV secolo, con interni riccamente decorati e affreschi.
Morano è anche rinomato per la sua natura incontaminata, essendo circondato da boschi
e sentieri ideali per gli amanti del trekking e della natura. Gli abitanti del paese
mantengono vive le tradizioni locali, con feste religiose e sagre dedicate ai prodotti tipici
della regione, come l’olio d’oliva, il vino e i formaggi.
Piatto tipico: stoccu e patèni con peperoni secchi.

