Tre giorni tra esperimenti, incontri internazionali e simulazioni di terapie oncologiche: così il Dipartimento di Fisica dell’Unical forma le nuove generazioni
COSENZA – Dal 2 al 4 aprile, tra laboratori e incontri, la scienza ha unito due mondi lontani: la Calabria e l’Ecuador. A fare da ponte, le radiazioni ionizzanti, protagoniste di un evento formativo organizzato dal Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria e dal gruppo INFN-CS, in collaborazione con il Liceo Fermi Brutium di Cosenza.
Un’esperienza intensa, nata per avvicinare i giovani al mondo della fisica applicata, che ha visto protagonisti studenti calabresi e una delegazione di sei studentesse dell’Istituto Pensionado Olivo di Riobamba, in Ecuador, accompagnate dalla professoressa Jheny Orbe dell’Università ESPOCH.
Sotto la guida della professoressa Mariagrazia Capua, coordinatrice dell’iniziativa, il progetto ha adottato un approccio innovativo: niente lezioni frontali, ma attività sul campo e laboratori partecipativi.
Dal radon all’oncologia: la fisica tocca la vita reale
Il primo giorno si è svolto al liceo di Cosenza, con incontri con esperti del settore pubblico e privato per discutere le opportunità e i rischi legati alle radiazioni ionizzanti. È stato anche il momento ufficiale per il gemellaggio tra le due scuole partecipanti.
Nei giorni successivi, gli studenti hanno affrontato sul campo lo studio del gas radon, un elemento radioattivo presente naturalmente nel suolo e nelle acque. Insieme ai geologi del CNR-IRPI, hanno effettuato misure ambientali e raccolto campioni d’acqua sorgiva per analizzarne la concentrazione di radon. Le analisi sono proseguite in un laboratorio temporaneo allestito in una ex scuola della frazione Vaccarizzo di Montalto Uffugo, grazie al supporto del Comune.
Il terzo giorno è stato dedicato a un tema fondamentale: l’impiego delle radiazioni nella cura dei tumori. Gli studenti hanno partecipato all’International Masterclasses in Particle Therapy, promosso dal CERN e coordinato in Italia dall’INFN. Collegati con l’Università Statale di Milano e il Centro Oncologico CNAO di Pavia, i ragazzi hanno approfondito le tecniche di cura con fasci di particelle, simulando piani terapeutici per tumori al cervello, alla prostata e al fegato.
Scienza senza confini
L’iniziativa non ha solo avuto un valore educativo, ma anche culturale. Ha dimostrato come la scienza possa unire studenti di paesi lontani, offrendo esperienze formative concrete e aprendo nuove prospettive di studio e collaborazione.
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