Corigliano-Rossano (Cosenza), 16 gennaio 2026 — Un’operazione di controllo all’interno del carcere di Rossano ha portato al sequestro di un micro telefono cellulare, circa 20 grammi di hashish e un coltello rudimentale in possesso di un detenuto, durante un’attività della Polizia penitenziaria. Nel corso dell’intervento uno degli agenti è stato colpito al volto dal recluso che cercava di impedire il sequestro del dispositivo, riportando lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.
L’episodio, avvenuto nella mattinata di ieri nel penitenziario di Corigliano-Rossano, è stato reso noto dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che ha commentato con forte preoccupazione l’accaduto, sottolineando come sia sempre più frequente l’ingresso di cellulari, sostanze stupefacenti e oggetti proibiti all’interno degli istituti di pena.
Secondo i rappresentanti del SAPPE, il personale delle carceri si trova oggi a fronteggiare una situazione «in cui non c’è più alcun freno all’ingresso di oggetti e sostanze vietate dalle leggi e dai regolamenti». I sindacalisti hanno ribadito la richiesta di maggiore protezione per gli agenti e interventi tecnici negli istituti — come la **schermatura delle strutture — per impedire l’uso illegale dei telefoni che entrano clandestinamente.
Nel commentare l’episodio, il segretario generale aggiunto del SAPPE, Giovanni Battista Durante, insieme al segretario nazionale Francesco Ciccone, ha invitato anche a considerare percorsi di recupero per i detenuti tossicodipendenti attraverso l’affidamento alle comunità terapeutiche, lamentando che finora manchino iniziative adeguate per fronteggiare tale emergenza.
L’episodio riporta sotto i riflettori le criticità sulla sicurezza interna delle carceri calabresi e la tensione crescente tra detenuti e agenti in un contesto che, secondo il sindacato, richiederebbe interventi strutturali e più efficaci per tutelare il personale e migliorare la gestione degli istituti penitenziari.

