Si chiama Dragon Fly l’innovativa tecnica chirurgica che interessa la trachea e messa a punto all’Annunziata di Cosenza.

«Attualmente lo studio riguarda circa 50 pazienti, ma ben presto arriveremo quasi al doppio considerati gli ottimi risultati ottenuti e le collaborazioni con altre strutture» è quanto riferito dai dottori Sante de Santis e Stefania Galassi.

Questi ultimi sono autori di una importante pubblicazione relativa ad una tecnica chirurgica interamente made in Italy.

De Santis spiega che si tratta di un passaggio di fili di sutura nella trachea dei pazienti a cui è stata effettuata una tracheotomia. In questo modo si apre la trachea ove le alte vie respiratorie sono ostruite, per proteggere, altresì, le basse vie respiratorie da sanguinamento causato da altre operazioni.

Per mezzo di questa innovazione chirurgica, dopo il primo intervento, le eventuale successive chiusure della trachea risulteranno molto ben tollerate riducendo il rischio di restringimento e alterazione della forma della trachea.

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