“Torna in libertà l’ex sindaco di Casabona: il Riesame annulla le misure cautelari per Seminario”

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha disposto ieri, 19 giugno 2025, la revoca delle misure cautelari nei confronti di Francesco Seminario, 54 anni, ex sindaco di Casabona ed esponente del Partito Democratico. L’ordine di arresto, originariamente emesso dal Gip per contestazioni di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico-mafioso nell’ambito dell’operazione “Nemesis” coordinata dalla DDA di Catanzaro, è stato completamente annullato.

Le accuse, secondo i giudici del Riesame, si sono rivelate prive di un adeguato fondamento probatorio. In particolare, la Corte di Cassazione, lo scorso aprile, aveva già smontato l’accusa di concorso esterno, riconoscendo lacune motivazionali gravi e la mancata considerazione delle memorie difensive. A valle di questa pronuncia, il Riesame ha annullato anche la misura cautelare legata allo scambio elettorale, eliminando definitivamente ogni restrizione.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Napoli e Giovanni Sipoli, ha evidenziato che durante il mandato non vi sono state assegnazioni di appalti pubblici all’azienda ritenuta vicina al clan Tallarico, né scambi che dimostrassero un accordo illecito. Un passaggio centrale della difesa ha riguardato una intercettazione la cosiddetta “telefonata chiave” – che, secondo i giudici, non prova alcuna adesione a un patto criminoso.

Cosa cambia ora:

  • Seminario è tornato in totale libertà, dopo sei mesi di detenzione in carcere e quasi nove ai domiciliari.
  • Resta aperto il processo pendente, tuttavia senza alcuna misura cautelare in corso.
  • L’ex sindaco si era già dimesso dopo l’arresto, provocando lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

Conclusione:
La decisione del Riesame segna una significativa svolta per Seminario: libera da restrizioni, potrà affrontare il procedimento in libertà, mentre le accuse di concorso esterno e voto di scambio restano sotto esame giudiziario. La parola torna ora al tribunale competente per il merito del processo.

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