Tragedia al Parco Acquatico di Rende: disposta l’autopsia sulla bimba annegata

RENDE – È ancora sotto shock la comunità di Rende dopo la tragedia che si è consumata nel pomeriggio del 30 giugno al Parco acquatico della città, dove una bambina di appena otto anni ha perso la vita annegando in piscina. Un dramma improvviso che ha lasciato attoniti bagnanti, operatori e soccorritori, accorsi immediatamente sul posto nella speranza – purtroppo vana – di poterla salvare.

Secondo le prime ricostruzioni, la piccola sarebbe sfuggita per pochi attimi al controllo dei familiari. Quando i bagnini si sono accorti del corpo immobile in acqua, è scattato l’allarme. I tentativi di rianimazione, effettuati sia dallo staff del parco sia dai sanitari del 118, si sono protratti per diversi minuti, ma senza esito.

La Procura della Repubblica di Cosenza ha aperto un fascicolo per fare piena luce sull’accaduto. I carabinieri hanno già avviato le indagini, raccogliendo testimonianze e acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza. L’area della piscina è stata posta sotto sequestro.

Nel frattempo, è stata disposta l’autopsia sul corpo della bambina, che sarà eseguita nei prossimi giorni all’ospedale dell’Annunziata. L’esame autoptico dovrà chiarire le esatte cause del decesso e verificare se ci siano eventuali responsabilità riconducibili a carenze di vigilanza o a problematiche strutturali.

Dolore e incredulità si respirano nel parco, che ieri ha sospeso tutte le attività in segno di lutto. “Siamo devastati – si legge in una nota della direzione – e ci stringiamo con profondo cordoglio alla famiglia della piccola vittima”.

Un episodio tragico che riaccende il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di svago frequentati da bambini e famiglie, proprio all’inizio della stagione estiva.

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