Dopo circa 10 mesi di confronto in aula su due perizie tra accusa e difesa, il Gup restituisce gli atti al pm: l’udienza preliminare riparte da zero
Ripartirà da capo l’udienza preliminare per l’incidente del Mottarone, in cui tre anni e mezzo fa morirono 14 persone, tra cui due bambini. L’unico a salvarsi fu il piccolo Eitan, che all’epoca aveva 5 anni. Dopo circa 10 mesi di confronto in aula su due perizie tra accusa e difesa, il procedimento ritorna indietro. E questo perché il giudice per l’udienza preliminare di Verbania, Rosa Maria Fornelli, ha restituito il fascicolo alla procuratrice Olimpia Bossi e alla pm Laura Carrera.
Le quali non hanno accolto la richiesta con cui la giudice, prima dell’estate, invece di decidere se mandare a processo o meno gli imputati, aveva chiesto, in base alla riforma Cartabia, modifiche di un certo peso al capo di imputazione – con l’esclusione, tra l’altro, dei reati relativi alla sicurezza sul lavoro – incassando, però, un rifiuto. Con una memoria avevano replicato che, in base alla norma, il gup non deve comunque avere “il dominio incontrastato” sulla “qualificazione giuridica dei fatti (…) che comporti una riduzione delle contestazioni“.
“Il pubblico ministero, nella sua memoria, ha tratteggiato aspetti tecnici lodevoli: non è sbagliato quello che dice, però attualmente la norma è così e sono convinto che oggi il giudice abbia preso la decisione giusta“, ha commentato l’avvocato Marcello Perillo, difensore di Gabriele Tadini, il caposervizio dell’impianto di risalita, l’unico degli imputati che per sei mesi è stato agli arresti domiciliari.
FONTE RAI

