Il rapper Baby Gang (nome d’arte di Zaccaria Mouhib, 24 anni) è stato indagato dalla Procura di Catania per accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti, aggravato dall’agevolazione mafiosa, e per aver violato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale che gli vietava di recarsi a Catania.
L’indagine è scaturita da un episodio avvenuto il 1° maggio 2025, durante il festival musicale “One Day Music” tenutosi alla Plaia di Catania. Durante la sua esibizione, Baby Gang ha mostrato al pubblico una presunta videochiamata con il collega rapper Niko Pandetta (Vincenzo Pandetta), attualmente detenuto nel carcere di Rossano, in Calabria, per reati legati allo spaccio di droga.
Il gesto è stato ripreso da numerosi spettatori e i video sono diventati virali sui social. Non è ancora chiaro se la comunicazione fosse in diretta o si trattasse di un video registrato. Per fare chiarezza, la Procura ha disposto una perquisizione nella cella di Pandetta, durante la quale è stato trovato e sequestrato un telefono cellulare .
Parallelamente, la Polizia di Stato ha eseguito una perquisizione nell’abitazione di Baby Gang a Calolziocorte, in provincia di Lecco, sequestrando il suo smartphone, che sarà sottoposto ad accertamenti forensi .
A seguito di questi eventi, al rapper è stato notificato un foglio di via obbligatorio che gli vieta di dimorare a Catania per i prossimi quattro anni, compromettendo la sua partecipazione a un concerto previsto per l’8 agosto alla Villa Bellini .
L’inchiesta è ancora in corso e si attendono ulteriori sviluppi per determinare le responsabilità e le eventuali conseguenze legali per i soggetti coinvolti.

