di Francesco Bellocchio
Il tempo è l’unica ricchezza. Casaleggio aveva ragione.
Come sempre (quasi). A che serve una montagna di danaro se non hai un istante per stringere tra le braccia la donna che ami? Che te ne fai di un impero se passi i giorni a governarlo, senza un attimo per camminare?
In Paradise di Kuntz i ricchi sono a un passo dall’immortalità. Una diabolica tecnologia trasferisce anni di vita tra le persone. Il business del futuro. I poveri cedono settimane, mesi, anni. In cambio un telefonino, l’iscrizione all’università, un’operazione di cancro. E’ tutto legale, sembra persino conveniente. Cosa sarà mai un anno di vita in meno per iscriversi alla bocconi.
Il protagonista è un procacciatore d’affari, promuove le vendite. Lui stesso aveva ceduto anni per laurearsi. Poi, il colpo di scena. La sua casa s’incendia. L’assicurazione non paga per un cavillo (il futuro è come il presente). L’amata moglie aveva dato in pegno 40 anni di vita. E’ condannata dal giudice al prelievo forzoso degli anni. La sentenza è eseguita. Nessuna pietà. La donna diventa vecchia e perde il bimbo.
Poi, avventure varie. L’incendio era stato commissionato dalla novella Ursula, comandante in capo dell’azienda di compravendite. Incomincia l’odissea per recuperare gli anni, in un cupo scenario tra le due Germanie e le repubbliche baltiche. Compare anche un sinistro medico sosia di Bowie che opera abusivamente nelle notti lituane.
Alla fine, il Nostro si darà alla macchia, unendosi alla resistenza contro la demoniaca compagnia.
Il film sembra fantascientifico. E’ più vicino alla realtà di quanto sembri.
La cessione di organi a pagamento è vietata in Italia. Però, ci sono paesi dove è tollerata e stati in cui è stato legalizzato il riconoscimento di rimborsi a donatori “volontari”, come Singapore.
In passato, i vecchi al potere si accontentavano di mandare in guerra i giovani.
Ora, le oligarchie non tollerano più di morire come la gente comune. Sono disposte a tutto pur di allungarsi la vita.
Prima o poi creperanno anche loro, soli e senza amore.

