Lettera dell’Editore al “suo” Cosenza

Ti ho seguito fin da bambino, dal lontano 1977, e così farò finché avrò fiato per gridare Forza Lupi. Ci sei sempre stato, nella mia vita, ma mai come nel periodo più buio sei riuscito a sorprendermi. Quando, dal 2016 al 2021, la malattia mi ha costretto lontano dallo stadio, tu, Cosenza, non sei mai uscito dal mio cuore.

Anzi, sei diventato parte della cura.

Chi può capire cosa significhi vedere la propria squadra entrare nella stanza di un ospedale, in un magazzino di vita spezzata e poi ricucita a forza di amore? Chi può immaginare cosa voglia dire girare un film sulla propria storia e sapere che tu, Cosenza, ci sei dentro come un compagno di battaglia? Mi hai guarito con la tua presenza, con il tuo amore. E sei finito anche nel mio libro, AmatiSempre, perché sei stato davvero più efficace della chemioterapia.

Ringrazio il Presidente per averci riportato in Serie B, dopo anni trascorsi a masticare amaro nel calcio provinciale. So che i miracoli non si ripetono all’infinito, e quest’anno è andata come doveva andare. Non ho niente da recriminare. A me non interessano le polemiche, gli odi, le divisioni. Non vivo per litigare. Vivo per amare. Il secondo tempo della mia vita questo mi ha insegnato.

Qualcuno mi ha anche criticato per aver invitato il Presidente alla presentazione del mio libro. Ma quella, caro amico, è stata una sorpresa bellissima organizzata dal Club di via Popilia insieme a Monia Palermo. Un regalo. Un segno. Una carezza.

E oggi che siamo tornati in Serie C, o Lega Pro come si chiama adesso, io non cambio. Non smetto di crederci, non smetto di seguirti. Perché l’amore vero non guarda la categoria. L’amore vero è esserci sempre, anche e soprattutto quando si cade.

Grazie, Cosenza. Per avermi salvato la vita.

Grazie, Cosenza . Per avermi ricordato chi sono.

Forza Lupi. Sempre.

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