Ha definito la retrocessione in Serie C «amaro e ampiamente previsto», accusando la società di “autolesionismo” per la gestione sportiva e finanziaria.
Intende far valere con forza i crediti del Comune (canoni di locazione, Tari), stimati sopra gli 800.000 € secondo consiglieri comunali, e ha già avviato le verifiche per recuperare queste somme.
Spinge perché Guarascio lasci la presidenza e passi il testimone a imprenditori più “affidabili”: parla di un gruppo laziale (e in passato anche lombardo) pronto a subentrare, ma sottolinea che l’attuale patron pone “paletti”
Le aperture di Eugenio Guarascio (Presidente del Cosenza)
Pur riconoscendo responsabilità per la stagione, Guarascio rivendica i risultati degli ultimi sette anni in Serie B e critica “ingiuste penalizzazioni” subite durante l’anno.
Conferma la volontà di cedere la società a soggetti con solide capacità economico‑finanziarie, dichiarando che “una trattativa è in stato avanzato” e che c’è la volontà di garantire un immediato ritorno in Serie B .
Tuttavia, fino a oggi non è arrivata alcuna definizione formale: Caruso stesso rileva che le “chiavi” del club non sono state consegnate, segno che Guarascio non intende mollare fino a prova contraria
Conclusione e prospettive
Entità del debito: il Comune reclama oltre 800.000 € di canoni e Tari, un nodo cruciale per l’iscrizione alla C.
Cessione societaria: da una parte il Presidente conferma trattative “in stato avanzato”; dall’altra il Sindaco denuncia paletti e attende garanzie scritte.
Tempistica: per iscriversi alla Serie C il termine è a fine giugno 2025, perciò entro poche settimane sapremo se Guarascio rassicurerà definitivamente l’amministrazione comunale o se un nuovo gruppo imprenditoriale subentrerà davvero.