‘Ndrangheta in Emilia, 7 anni e 2 mesi a Rosita Grande Aracri: il GUP di Bologna la condanna per 416-bis (rito abbreviato)

Bologna / Reggio Emilia. Rosita Grande Aracri, 42 anni, è stata condannata dal GUP del Tribunale di Bologna a 7 anni e 2 mesi di reclusione per associazione mafiosa. La decisione, emessa il 14 ottobre 2025 con rito abbreviato nel procedimento “Grimilde bis”, riconosce un contributo stabile e costante dell’imputata alla cosca di riferimento nel territorio emiliano.

Figlia di Francesco e nipote di Nicolino Grande Aracri, la donna era già stata condannata in altro filone per trasferimento fraudolento di valori aggravato dall’aver agevolato il sodalizio mafioso. Per gli inquirenti, durante periodi in cui alcuni familiari erano detenuti, avrebbe mantenuto relazioni e funzioni di raccordo con gli affiliati, partecipando alla gestione degli interessi del gruppo. La difesa ha annunciato che valuterà l’appello.

La pronuncia non è definitiva e si inserisce nel più ampio quadro delle inchieste sulla presenza della ‘ndrangheta tra Reggio Emilia e il Basso Parmense, dove il clan avrebbe consolidato ramificazioni economiche e relazionali nel tempo. Ulteriori sviluppi dipenderanno dall’eventuale giudizio di secondo grado.

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