ROMA/TORINO. È definitiva l’assoluzione di Alex Cotoia (già Alex Pompa), il giovane che nel 2020 a Collegno uccise il padre durante un’ennesima lite domestica intervenendo in difesa della madre. La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale di Torino, rendendo irrevocabile la sentenza di assoluzione maturata nel giudizio di rinvio davanti alla Corte d’assise d’appello di Torino.
La decisione della Cassazione
La pronuncia, resa nota tra la sera del 29 ottobre e la mattina del 30 ottobre 2025, chiude il procedimento: la Suprema Corte ha recepito la richiesta di inammissibilità avanzata dalla Procura generale presso la Cassazione e dalle difese, sancendo così la definitività dell’assoluzione.
Il percorso processuale
- Primo grado (24 novembre 2021) — La Corte d’assise di Torino assolve Cotoia ritenendo sussistente la legittima difesa.
- Appello (dicembre 2023) — La Corte d’assise d’appello riforma la sentenza e lo condanna a 6 anni, 2 mesi e 20 giorni.
- Cassazione (luglio 2024) — La Suprema Corte annulla la condanna con rinvio per un nuovo appello.
- Appello bis (gennaio 2025) — In sede di rinvio, la Corte d’assise d’appello di Torino conferma l’assoluzione di primo grado. Le motivazioni depositate in primavera richiamano la dinamica difensiva rispetto a un’aggressione in corso.
- Cassazione (29–30 ottobre 2025) — Inammissibile il ricorso del Pg di Torino: l’assoluzione diventa irrevocabile.
I punti chiave richiamati nei provvedimenti
Nelle motivazioni dell’assoluzione in sede di rinvio (poi divenuta definitiva), i giudici torinesi hanno ricostruito l’episodio riconducendo l’azione di Cotoia a una condotta difensiva a tutela propria e della madre, valutata alla luce del contesto familiare e dell’immediatezza del pericolo percepito. Si è ricordato che i 34 colpi furono inferti in una sequenza legata allo stato di pericolo e concitazione e non a odio o vendetta; elementi ripresi oggi nelle cronache sull’esito in Cassazione.
L’identità anagrafica
Nel corso dell’iter, Alex ha assunto il cognome materno (Cotoia), scelta resa nota pubblicamente all’inizio del 2025 dopo l’assoluzione nel giudizio di rinvio.

