ROMA. La Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei conti ha negato il visto di legittimità alla delibera Cipess sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La decisione, assunta all’esito dell’adunanza del 29 ottobre, è stata resa nota tra la tarda serata di ieri e la mattinata di oggi. In risposta, la Presidenza del Consiglio ha convocato una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni e il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini; l’altro vicepremier Antonio Tajani partecipa in videocollegamento.
Cosa ha deciso la Corte dei conti
Secondo i resoconti ufficiali e di stampa, il visto non è stato concesso sulla delibera Cipess relativa al quadro economico-finanziario dell’opera. Le motivazioni della pronuncia saranno depositate entro 30 giorni, come previsto; fino ad allora non sono disponibili i dettagli puntuali dei rilievi di legittimità. La Corte ha inoltre precisato, con una nota diffusa stamane, che la valutazione ha riguardato profili strettamente giuridici dell’atto, non l’“opportunità” o il merito dell’opera in sé, invitando a mantenere il confronto istituzionale nel rispetto dell’operato dei magistrati contabili.
La reazione del Governo e il vertice
Il Governo ha riunito i ministri competenti per “affrontare la questione” e valutare le opzioni dopo lo stop contabile. Fonti di governo confermano il vertice in corso a Palazzo Chigi nella mattinata del 30 ottobre. Tra le ipotesi in discussione, secondo quanto trapela da più testate, c’è la possibilità di interventi correttivi o di una nuova deliberazione per superare i rilievi della Corte. Non sono ancora state assunte decisioni formali.
La delibera oggetto del controllo riguarda l’iter del progetto definitivo del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, con un quadro finanziario indicato in circa 13,5 miliardi di euro. La vicenda ha immediatamente riacceso il confronto politico nazionale, con prese di posizione dei vicepremier e dell’opposizione. In assenza delle motivazioni depositate, il dibattito resta sul piano politico mentre l’aspetto tecnico-giuridico verrà chiarito con il deposito della sentenza.

