La storia politica recente della Calabria porta un nome che continua a evocare passione, determinazione e appartenenza autentica: Jole Santelli. Una donna che non ha solo governato una regione, ma l’ha attraversata come un vento nuovo, lasciando un segno umano e istituzionale ancora oggi tangibile.
Origini e formazione: una calabrese che conquista Roma
Nata a Cosenza il 28 dicembre 1968, Jole cresce in una famiglia fortemente legata al territorio. Studia giurisprudenza e inizia la sua carriera professionale come avvocato, ma presto capisce che la sua vocazione è altrove: nella politica, nelle istituzioni, nelle battaglie in cui credeva con una passione assoluta.
Entra presto alla Camera dei Deputati, dove ricopre diversi ruoli, tra cui:
- Sottosegretario alla Giustizia
- Sottosegretario al Lavoro e Politiche Sociali
- Componente di numerose commissioni parlamentari
A Roma si fa conoscere per lo stile diretto, la competenza giuridica e la capacità di dialogare con tutti senza mai perdere la propria identità.
Il sogno di una Calabria nuova
La svolta arriva nel 2020, quando Jole diventa la prima donna Presidente della Regione Calabria. Un evento storico, simbolico, atteso da decenni.
Il suo progetto politico si fonda su tre assi:
1. Una Calabria che non chiede, ma propone
Jole voleva rompere l’isolamento politico della regione, trasformandola da “terra che domanda” a “terra che propone”.
Aveva avviato un percorso di confronto costante con Governo e Unione Europea, soprattutto sui fondi infrastrutturali, la sanità e le strategie di sviluppo.
2. La battaglia per la dignità dei calabresi
Santelli ripeteva spesso che la Calabria non doveva essere raccontata solo con le sue criticità.
Era fermamente convinta che:
“La Calabria è una terra di risorse umane straordinarie, non solo di problemi.”
Lavorò per valorizzare cultura, turismo, giovani e piccole imprese locali.
3. L’idea di un Sud moderno
Guardava al Sud come a un laboratorio d’innovazione, non come un’area depressa da assistere.
Puntava su infrastrutture, ricerca, digitalizzazione e semplificazione amministrativa.
Un carattere forte, una sensibilità profonda
Jole era appassionata, istintiva, combattiva.
Ma chi l’ha conosciuta davvero sa che dietro la tempra politica c’era una sensibilità profonda:
- amava l’arte
- era legatissima alla sua famiglia
- adorava la sua terra come una madre ama i propri figli
- aveva un’ironia fulminea, capace di alleggerire anche le situazioni più dure
Era una donna che non si nascondeva: mostrava fragilità e forza con la stessa naturalezza.
L’ultimo anno: lavoro, coraggio e dignità
Il 2020 è stato per lei un anno di sfide enormi:
- la pandemia
- la riorganizzazione amministrativa
- il rapporto con lo Stato centrale
- la gestione sanitaria
- la ricostruzione del rapporto tra istituzioni e cittadini
Jole affrontò tutto senza mai allontanarsi dal suo ruolo, fino all’ultimo giorno.
Continuò a lavorare per la Calabria con un senso del dovere che molti hanno definito “commovente”.
L’eredità politica e umana
Oggi, a distanza di anni, la figura di Jole Santelli rimane un punto fermo nella memoria collettiva calabrese.
La sua eredità può essere sintetizzata in tre parole:
Coraggio
Perché ha infranto un tetto di cristallo e guidato una regione complessa con uno stile unico, spesso controcorrente.
Appartenenza
Perché ha amato la Calabria senza filtri: nei suoi limiti, nei suoi talenti, nella sua anima profonda.
Visione
Perché guardava al futuro con un’idea di Sud moderna, libera dai pregiudizi e capace di competere.
Un ricordo che continua a parlare
Ogni volta che si parla di leadership femminile, di Sud, di politica fatta con autenticità, il nome di Jole Santelli ritorna.
Non come una figura lontana, ma come una presenza viva: simbolo di una Calabria che non si arrende e che, nonostante tutto, vuole crescere, cambiare, andare avanti.

