Cosenza e altre città della regione sono oggi al centro di iniziative che uniscono ambiente, cultura e identità, componendo il quadro di una Calabria che, accanto alle cronache giudiziarie e alle emergenze, prova a raccontarsi anche attraverso progettualità positive e percorsi di educazione civica.
Nel capoluogo bruzio si svolge l’ottava edizione di Ecoforum Calabria, appuntamento promosso da Legambiente e da una rete di istituzioni e associazioni che si danno appuntamento nella Sala Nova del Palazzo della Provincia. I lavori prendono il via questa mattina, giovedì 26 febbraio, a partire dalle 9.30. Al centro, i temi dell’economia circolare, della gestione dei rifiuti, della tutela ambientale e delle buone pratiche adottate da enti locali e realtà del territorio.
Ecoforum Calabria rappresenta da anni un osservatorio privilegiato sulle politiche ambientali regionali: raccolta differenziata, impiantistica, riduzione dei conferimenti in discarica, ma anche educazione ambientale e coinvolgimento delle comunità. L’edizione di quest’anno arriva in una fase in cui sindaci, amministratori e associazioni sono chiamati a misurarsi con sfide complesse: cambiamenti climatici, gestione delle emergenze meteorologiche, transizione energetica.
Sul versante culturale, in queste ore si avvia al gran finale il tour “Calabria significa casa”, che ha attraversato diverse città e oggi vive i suoi momenti conclusivi tra Reggio Calabria e Lamezia Terme. Il progetto, strettamente legato all’esperienza teatrale e cinematografica “Nyumba”, ha coinvolto scuole, istituzioni e comunità locali, portando nelle piazze e nei teatri una riflessione sul senso di “casa” per chi vive, lascia o ritrova la Calabria.
Secondo quanto riportato dagli organizzatori, il viaggio ha superato le attese in termini di partecipazione e impatto, diventando occasione per parlare con i più giovani di radici, migrazioni, ritorni e futuro. Le ultime tappe del tour, previste proprio in questi giorni, intendono raccogliere e restituire le esperienze maturate, con l’annuncio che “Nyumba tornerà”, segno della volontà di dare continuità a un percorso che unisce arti performative, impegno sociale e valorizzazione del territorio.
In questo quadro, la cronaca di oggi restituisce l’immagine di una Calabria in chiaroscuro: da un lato le inchieste giudiziarie, gli incidenti sul lavoro e le ferite ancora aperte come quella di Cutro; dall’altro, la costruzione di spazi di confronto sulla giustizia, di forum sull’ambiente e di progetti culturali dedicati ai giovani. Una regione che, anche il 26 febbraio 2026, continua a fare i conti con le proprie criticità, ma prova anche a immaginarsi diversa.

