“Un atto vergognoso e immorale”: la ferma presa di posizione di Sergio Del Giudice contro i volantini sessisti all’Annunziata di Cosenza

Cosenza, 3 marzo 2026 – «È un atto vergognoso, compiutamente immorale e indegno di una comunità civile»: con queste parole l’editore de La Penna Online Sergio Del Giudice ha reagito con fermezza e netta condanna alla diffusione di volantini sessisti nei pressi dell’ospedale Annunziata di Cosenza. Nei giorni scorsi, centinaia di volantini dai contenuti offensivi, sessisti e diffamatori sono stati ritrovati davanti al Pronto soccorso dell’ospedale, rivolti in particolare a due donne dipendenti e ad almeno un altro operatore sanitario; i manifesti contenevano allusioni sessuali e insulti rivolti alla vita privata delle persone coinvolte, suscitando indignazione e forte reazione della comunità sanitaria e delle istituzioni locali.

Fin da subito la direzione strategica dell’Azienda ospedaliera di Cosenza ha definito l’episodio «un atto ignobile, un atto di violenza sessista che colpisce la dignità di tutte le donne e non solo di quelle prese di mira», annunciando l’intenzione di adire alle autorità giudiziarie per accertare le responsabilità. Parallelamente, sindacati e rappresentanze del personale hanno ribadito che tali gesti non possono essere tollerati nei luoghi di cura, presidio di servizio pubblico e rispetto umano.

In questo contesto di condanne unanimi, Sergio Del Giudice ha voluto intervenire pubblicamente per esprimere la sua profonda contrarietà alle forme di violenza simbolica che si manifestano attraverso gesti apparentemente “anonimi”, ma che in realtà rappresentano una grave aggressione alla dignità personale e professionale di chi opera nel servizio sanitario. «Non si tratta di semplici provocazioni o di ironia di cattivo gusto» ha commentato Del Giudice. «Questi volantini rappresentano una forma di intimidazione, una lesione della dignità umana che non può essere sminuita o banalizzata. Quando il rispetto reciproco viene calpestato in questo modo, è l’intera comunità che esce sconfitta».

Per Del Giudice, la gravità dell’episodio non risiede soltanto nei contenuti sessisti, ma nella sottile normalizzazione di un linguaggio offensivo che può attecchire nei contesti sociali se non viene immediatamente respinto con fermezza: «Un luogo di cura come l’ospedale non è solo un edificio di servizi sanitari – ha affermato – è un simbolo di umanità, di rispetto per la vita e per la dignità delle persone. Attaccare chi lavora lì con messaggi denigratori significa colpire il senso più profondo di una società che vuole dirsi civile».

Del Giudice ha inoltre rivolto un appello alla città di Cosenza e alle istituzioni culturali e civiche: «È necessario che ogni cittadino, ogni realtà sociale e ogni leader morale si schieri con chiarezza contro qualsiasi forma di violenza, non solo quella fisica ma anche quella simbolica e verbale». Nel suo intervento ha esortato a promuovere iniziative formative e culturali per contrastare il sessismo e rinsaldare una cultura del rispetto e dell’eguaglianza di genere.

La vicenda dei volantini sessisti all’Annunziata di Cosenza, dunque, non è stata accolta soltanto come un episodio di cronaca sgradevole, ma ha riaperto il dibattito sulla cultura del lavoro, sulla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e sul ruolo della comunità nel difendere valori etici fondamentali. La presa di posizione di Sergio Del Giudice si inserisce in questo clima, richiamando l’attenzione su come la condanna sociale e la reazione civile siano indispensabili per prevenire il ripetersi di atti simili e per costruire un ambiente sempre più inclusivo e rispettoso.

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