Autovelox, in Calabria milioni di euro di multe: sicurezza stradale o bancomat dei Comuni?

COSENZA – Ogni anno il dibattito si ripresenta puntuale. Da una parte chi considera gli autovelox uno strumento indispensabile per salvare vite umane, dall’altra chi li vede come un mezzo per fare cassa. In Calabria la discussione è tornata di stretta attualità dopo la pubblicazione dei dati sugli incassi derivanti dalle sanzioni per eccesso di velocità e l’entrata in vigore delle nuove disposizioni nazionali che stanno ridisegnando la mappa dei dispositivi autorizzati.

Secondo i dati resi noti sui rendiconti comunali, le amministrazioni calabresi hanno incassato milioni di euro grazie alle contravvenzioni elevate dagli autovelox. Numeri che hanno inevitabilmente acceso il confronto tra cittadini, automobilisti, amministratori locali e associazioni dei consumatori.

La provincia di Cosenza protagonista

È soprattutto il Cosentino a catalizzare l’attenzione. Diversi Comuni della fascia ionica risultano infatti tra quelli con gli introiti più elevati provenienti dalle sanzioni per eccesso di velocità.

Si tratta, nella maggior parte dei casi, di centri attraversati dalla Strada Statale 106, una delle arterie più trafficate e purtroppo anche più pericolose d’Italia. Proprio la particolare conformazione della rete viaria rende necessario un controllo costante della velocità, soprattutto durante il periodo estivo quando il traffico aumenta sensibilmente.

Per le amministrazioni locali, gli autovelox rappresentano uno strumento di prevenzione. Ridurre la velocità significa diminuire la gravità degli incidenti e salvaguardare automobilisti, motociclisti e pedoni.

Le nuove regole

Negli ultimi mesi il Ministero delle Infrastrutture ha introdotto criteri molto più rigorosi per l’installazione e la gestione degli autovelox.

L’obiettivo è duplice: da un lato eliminare gli apparecchi non conformi, dall’altro garantire maggiore trasparenza nei confronti degli automobilisti.

Tra le principali novità vi sono distanze minime tra una postazione e l’altra, obblighi di segnalazione sempre più chiari e una verifica preventiva dell’effettiva pericolosità del tratto stradale interessato.

Sicurezza prima degli incassi

Il tema centrale resta però uno: gli autovelox devono servire a prevenire gli incidenti e non ad aumentare le entrate comunali.

Ogni anno sulle strade calabresi si registrano decine di vittime e centinaia di feriti. Molti sinistri sono direttamente collegati all’eccesso di velocità, spesso associato a distrazione o sorpassi azzardati.

Le forze dell’ordine ricordano che rispettare i limiti significa ridurre drasticamente il rischio di conseguenze mortali.

Le critiche

Non mancano tuttavia le polemiche.

Secondo molte associazioni di automobilisti, alcuni dispositivi sarebbero collocati in punti dove il limite di velocità cambia improvvisamente o in tratti che non presentano particolari criticità.

Da qui la richiesta di una maggiore uniformità nella segnaletica e di controlli finalizzati esclusivamente alla sicurezza.

Anche diversi sindaci hanno più volte sottolineato che gli introiti delle multe vengono reinvestiti nella manutenzione delle strade, nell’illuminazione pubblica e nel miglioramento della sicurezza urbana.

Il nodo della SS106

La Statale 106 continua a rappresentare uno dei punti più delicati della viabilità calabrese.

Ogni estate migliaia di turisti percorrono questo asse fondamentale che collega gran parte della costa ionica. Proprio lungo questa arteria sono installati numerosi sistemi di rilevazione della velocità.

Il loro compito dovrebbe essere soprattutto quello di indurre gli automobilisti a moderare l’andatura nei tratti più pericolosi.

Una sfida culturale

Al di là delle polemiche, il vero cambiamento passa dalla cultura della sicurezza.

Guidare rispettando i limiti non significa soltanto evitare una multa, ma proteggere la propria vita e quella degli altri.

Le statistiche dimostrano che anche pochi chilometri orari in meno possono fare la differenza tra un incidente con lievi conseguenze e una tragedia.

La sfida, dunque, non è decidere se gli autovelox debbano esserci o meno, ma garantire che siano utilizzati in maniera corretta, trasparente e realmente orientata alla prevenzione.

Perché ogni euro incassato da una sanzione non potrà mai valere quanto una vita umana salvata.

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