Marulla, il Cosenza vince il primo round decisivo: il Consiglio di Stato congela lo stop del Comune

Svolta nella lunga battaglia sullo stadio San Vito-Gigi Marulla. Palazzo Spada accoglie l’appello cautelare del club rossoblù e sospende il provvedimento che bloccava per 18 mesi la concessione dell’impianto. I giudici evidenziano il rischio di danni irreversibili per società e attività sportiva. Caruso e Mazzuca: «Ci adeguiamo alla decisione»

COSENZA – Cambia radicalmente lo scenario nella complessa vicenda dello stadio San Vito-Gigi Marulla. Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare presentato dal Cosenza Calcio e ha sospeso l’efficacia del provvedimento con cui il Comune di Cosenza aveva disposto lo stop alla concessione dell’impianto durante i lavori di riqualificazione.

Una decisione di grande rilevanza per il futuro immediato della società rossoblù, che ribalta sul piano cautelare il precedente pronunciamento del TAR Calabria e riapre concretamente la possibilità di disputare le gare casalinghe a Cosenza.

Con l’ordinanza numero 03661/2026, pubblicata il 2 settembre, la Settima Sezione del Consiglio di Stato ha infatti riformato la precedente ordinanza del TAR Calabria, che aveva respinto la richiesta cautelare avanzata dalla società.

Il provvedimento comunale contestato prevedeva la sospensione della concessione dello stadio per circa 18 mesi, in relazione ai lavori di restyling e alla presenza del cantiere all’interno dell’impianto.

Proprio la durata dello stop rappresenta uno dei punti centrali della decisione adottata dai giudici amministrativi.

Secondo il Consiglio di Stato, una sospensione così lunga potrebbe determinare conseguenze difficilmente recuperabili per il Cosenza Calcio sotto diversi aspetti: economico, sportivo e di immagine.

Nell’ordinanza viene evidenziato il pericolo di conseguenze irreversibili per la società appellante proprio in relazione alla perdita prolungata della possibilità di utilizzare il proprio stadio.

Il nodo delle partite a Crotone

Particolarmente significativa anche la valutazione riguardante l’eventuale trasferimento delle partite interne allo stadio Ezio Scida di Crotone.

L’ipotesi era diventata concreta dopo la decisione comunale di sospendere l’utilizzo del Marulla, ma il Consiglio di Stato ha evidenziato diverse criticità.

Tra queste figurano la distanza tra Cosenza e Crotone, superiore ai cento chilometri, le difficoltà nei collegamenti e anche le problematiche di ordine pubblico connesse alla storica rivalità tra le tifoserie.

Per Palazzo Spada, quindi, il trasferimento delle gare casalinghe non rappresenterebbe una soluzione semplice né priva di conseguenze.

Ed è proprio qui che il pronunciamento assume un significato che va oltre il semplice congelamento del provvedimento comunale.

Il Consiglio di Stato indica infatti la necessità di valutare soluzioni alternative allo stop totale dello stadio.

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