Franco Aceto: “In Calabria sempre più emergenza cinghiali, intervenire subito”
“Apprezziamo che la Giunta abbia già fatto un passo con una delibera ma il piano deve essere operativo al più presto”. Domani agricoltori e allevatori saranno in mobilitazione a Cosenza “per mostrare a istituzioni e cittadini l’entità del problema”
“Un problema che affligge il settore da circa un decennio – ha raccontato il presidente di Coldiretti, Franco Aceto a Buongiorno Regione – Oggi è impossibile portare a termine le colture e mette a serio rischio la tenuta delle aziende agricole e degli allevamenti.”
Coldiretti dal 2015 ha acceso i riflettori su questa problematica con sit in e manifestazioni alla Cittadella e a Roma.
Domani gli agricoltori e gli allevatori torneranno in piazza a Vagliolise, davanti agli uffici regionali di Cosenza. “Per far capire a istituzioni, politica e cittadinanza l’entità del problema” ha detto Aceto.
“Oggi a differenza del passato – ha spiegato il presidente di Coldiretti Calabria – c’è la possibilità di risolvere il problema, perché finalmente nel secondo semestre del 2023, su nostra costante sollecitazione, il Governo ha emanato un provvedimento di modifica della legge nazionale, la 157 del ’92, dando la possibilità alle regioni di poter intervenire in maniera autonoma.”
La notizia è che la Regione Calabria (con il presidente della regione Roberto Occhiuto e l’assessore all’agricoltura Gianluca Gallo) ha già fatto un primo passo.
“Abbiamo appresso dell’approvazione di una delibera di Giunta con la quale la regione prende formalmente impegno alla redazione entro 90 giorni di un piano straordinario di contenimento della fauna selvatica. Questo è un primo passo – ha detto Aceto – ora chiediamo che questo piano diventi presto operativo, meglio se prima dei novanta giorni.”
Per il presidente Aceto è fondamentale cercare di eliminare le condizioni che hanno determinato questa situazione, considerando che i cinghiali erano protetti da una legge che tutela le specie in via d’estinzione.
“L’Ufficio caccia regionale parla di 300mila cinghiali, ma noi sappiamo che sono almeno quattro volte tanto” ha spiegato il presidente Aceto.
“Chiediamo che si possano fare gli abbattimenti tutto l’anno, che lo possano fare anche gli agricoltori (purché muniti di regolare porto d’armi e permesso di caccia) e l’istituzione di guardie venatorie composte anche da agricoltori. Infine – ha chiesto Aceto – la possibilità in casi eccezionali dell’intervento dell’esercito e delle forze dell’ordine”.
Importante, secondo Coldiretti, anche che possano intervenire le istituzioni locali, per esempio i comuni. Quello dei cinghiali, infatti, non è un problema solo degli agricoltori.
“L’anno scorso si sono verificati circa 200 incidenti con feriti gravi – ha ricordato Aceto – e persino 20 morti, causati da cinghiali.”
Fonte Rai News

