Magi, Fratoianni e Richetti sospettano che l’Italia sia sotto ricatto della Libia per la questione migranti. Le opposizioni chiedono alla presidente del Consiglio di riferire in aula
Sarà il ministro Piantedosi a rispondere al question time e riferire alle camere la prossima settimana, ma per le opposizioni la chiamata è solo per Giorgia Meloni. Deve rispondere un caso opaco gravissimo, dicono. Dopo la liberazione del generale libico i leader delle opposizioni si uniscono in conferenza stampa.
Impensabile che Meloni e Mantovano non sapessero è l’affondo di Maria Elena Boschi. Bonelli chiede le dimissioni di Nordio, la tesi che abbia mentito e sia stato costretto alla liberazione. Per il PD una vergogna quelle immagini di giubilo del rientro di un criminale di guerra davanti a un volo dell’aeronautica.
“Meloni, non si nasconda”. – afferma Elly Schlein – “Le opposizioni qui insieme chiedono a Giorgia Meloni di smettere di nascondersi dietro i suoi ministri. Hanno fatto bene a ricordare le parole di Giorgia Meloni quando dichiarava la guerra non ai migranti, ma ai trafficanti di esseri umani. La guerra in tutto il mondo. Ne avevano arrestato uno sul suolo italiano e l’hanno accompagnato a casa”.
Giuseppe Conte, assente da Pozzuoli dirama una nota e definisce clamorosa la decisione di sottrarre alla giustizia internazionale un criminale, Meloni e Nordio spieghino uno scempio del diritto internazionale per Magi, Fratoianni e Richetti i sospetti di essere in un paese sotto ricatto.
Nessun ruolo del governo ha deciso la magistratura è la replica di Fratelli d’Italia. Dalla maggioranza è il ministro degli esteri italiano Tajani ad avanzare un problema procedurale.
“La procedura penale deve essere rispettata. Se ci sono dei vizi nell’applicazione delle norme, i provvedimenti non possono essere applicati”. – afferma – “e ci sono stati errori da parte di chi doveva parlare con il ministro”.
Rainews

