Tra foci inquinate e depuratori assenti, la costa calabrese fa i conti con un mare malato. Cosenza unica provincia “promossa”.
Calabria – 16 luglio 2025
Non è un’estate serena per il mare calabrese. I dati diffusi da Goletta Verde tracciano un bilancio preoccupante sulla salute delle acque regionali: su 23 campionamenti effettuati, 13 risultano oltre i limiti di legge. Un dato che suona come una sirena d’allarme per istituzioni e cittadini, a conferma delle criticità croniche legate all’inquinamento marino e alla cattiva gestione delle acque reflue.
A guidare la campagna è Legambiente, che ha raccolto i campioni tra fine giugno e inizio luglio 2025, monitorando foci di fiumi, torrenti, scarichi e tratti di costa particolarmente frequentati dai bagnanti. Il risultato è netto: 9 punti sono stati giudicati “fortemente inquinati” e altri 4 “inquinati”. Solo 10 campioni rientrano nei limiti previsti dalla normativa.
La mappa dell’inquinamento
A distinguersi in positivo è la provincia di Cosenza, dove tutti i 6 punti campionati risultano entro la norma. Una vera eccezione in un contesto regionale fortemente compromesso.
La situazione si aggrava, invece, nel resto della regione:
- Catanzaro: 3 su 3 i punti analizzati sono fuori norma. Particolarmente grave il dato della foce del torrente Spilinga (tra Lamezia Terme e Gizzeria), classificata come fortemente inquinata. Stesso destino per la foce del Corace a Catanzaro Lido e il tratto tra Montepaone e Soverato.
- Reggio Calabria: tutti e 6 i campionamenti evidenziano un’elevata presenza di batteri fecali. Sotto accusa le foci e gli scarichi diretti in mare.
- Crotone: 2 su 4 i punti sono risultati fortemente inquinati, tra cui la foce dell’Esaro e un tratto a Le Castella, in un’area ad alta vocazione turistica.
- Vibo Valentia: solo la foce dell’Angitola a Pizzo rispetta i parametri di legge. Gli altri tre punti – tra cui i torrenti Murria, Ruffa e Mandricelle – sono tutti fuori norma.
Depurazione assente e cartellonistica fantasma
Legambiente punta il dito contro il deficit strutturale dei depuratori e la mancanza di controlli. Le foci dei fiumi si confermano i luoghi più critici, vere e proprie ferite aperte nella rete di raccolta e trattamento delle acque reflue. Grave anche la carenza di informazione per i cittadini: in molti punti non è presente alcuna cartellonistica che segnali la balneabilità delle acque.
“Non è un problema legato solo all’estate – spiega l’equipaggio di Goletta Verde – ma un dramma che si ripete ogni anno. Serve un piano straordinario di bonifica, manutenzione degli impianti e trasparenza amministrativa. Il nostro mare merita rispetto”.
Rifiuti e azioni simboliche
La tappa calabrese si è chiusa con un’azione di pulizia simbolica a Tropea, dove sono stati raccolti rifiuti da spiagge e fondali. Una dimostrazione pratica del legame profondo tra inquinamento chimico e degrado ambientale, che minaccia non solo l’ecosistema, ma anche la salute e il turismo.

