Calabria, l’appello per Mariano: 12enne di Vena di Maida malato raro, “ora serve un intervento rapido”

Calabria, 21 novembre 2025 – È un appello che intreccia sanità, diritti e responsabilità pubbliche quello che arriva da Vena di Maida, nel Lametino, dove vive Mariano, 12 anni, affetto da una malattia rara che negli anni lo ha portato a pesare circa 180 chili pur essendo alto poco meno di un metro e mezzo.

Un quadro clinico complesso, con vista indebolita, gravi difficoltà respiratorie, rischio di apnea notturna e impedimenti importanti nel camminare, tanto che la sua vita quotidiana si è ristretta “a pochi metri di casa”. Mariano non riesce più a frequentare la scuola in presenza: segue le lezioni in Didattica a distanza e anche il catechismo via Internet.

Una vita limitata dalla malattia e un lungo “pellegrinaggio sanitario”

Il quadro descritto dalle cronache è quello di un minore che dorme in modo irregolare, respira con fatica, si muove pochissimo e si affatica subito, con ripercussioni su tutte le attività di base che per i coetanei sono normali.

Accanto a lui c’è la famiglia: la madre Tamara De Fazio e il padre, che da anni affrontano un vero e proprio “pellegrinaggio sanitario” in cerca di risposte. Le tappe principali sono:

  • Ospedale Bambino Gesù di Roma
  • Ospedale Meyer di Firenze
  • Ospedale Gaslini di Genova

Ogni volta la speranza di una diagnosi e di una cura più definita, ma anche attese prolungate, controlli rinviati, indicazioni non definitive e terapie impostate soprattutto in base ai sintomi. La diagnosi precisa sarebbe arrivata solo di recente, quando la condizione clinica di Mariano era già molto compromessa.

La proposta di cura: un centro specialistico a Verona

Esistono in Italia alcuni centri pubblici in grado di affrontare casi di obesità infantile grave e complessa associata a malattia rara. Fra questi viene indicata la Pediatria B dell’Ospedale Maggiore di Verona, struttura a direzione universitaria con competenze specifiche per situazioni come quella di Mariano.

Lì il dodicenne potrebbe essere valutato, eventualmente ricoverato e seguito con strumenti diagnostici e terapeutici che nel Mezzogiorno non risultano ancora disponibili per patologie tanto complesse.

Cosa manca: mezzo sanitario e sostegno economico

Perché il trasferimento a Verona diventi concreto, i familiari indicano due condizioni essenziali:

  1. Un mezzo sanitario attrezzato
    • Serve un trasporto in sicurezza per un dodicenne di circa 180 chili, con problemi respiratori e ridotta mobilità.
    • Si parla di un mezzo sanitario adeguatamente equipaggiato, organizzato in modo da garantire assistenza continua durante il viaggio.
  2. Un aiuto economico per la famiglia
    • Sono necessari fondi per coprire i costi del trasferimento e per consentire ai genitori di restare accanto al figlio nel periodo di cura fuori regione.
    • La famiglia “non può farcela da sola” e i sacrifici sostenuti finora, tra spostamenti e spese, hanno già inciso profondamente sulla loro situazione.

A tutti viene chiesto un gesto concreto e rapido, evitando ulteriori rinvii e “rimpalli di responsabilità”. L’appello viene esteso anche alla comunità calabrese nel suo complesso, invitata – dove possibile – a sostenere la famiglia con contributi e iniziative di solidarietà.

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