COSENZA – Una terra che si svuota lentamente, anno dopo anno. È questa la fotografia sempre più nitida della Calabria, alle prese con un calo demografico costante che non risparmia nessun territorio e che trova nella provincia di Cosenza uno dei suoi epicentri più evidenti.
I numeri del declino
Secondo i dati più recenti dell’ISTAT, la popolazione calabrese continua a diminuire: al 31 dicembre 2023 i residenti erano 1.838.568, con una perdita di oltre 8 mila persone in un solo anno . La tendenza non si è fermata: al primo gennaio 2025 si registra un’ulteriore diminuzione, con circa 1.832.000 abitanti e un saldo negativo superiore alle 6 mila unità .
Un calo continuo che si inserisce in una traiettoria ormai strutturale: negli ultimi anni la regione perde popolazione in modo costante, segno di un equilibrio demografico ormai compromesso.
Cosenza e il peso dello spopolamento
La provincia di Cosenza, la più popolosa della regione, è anche una delle più colpite. Insieme a Reggio Calabria concentra oltre il 64% della popolazione regionale , ma proprio per questo risente in modo più evidente del calo complessivo.
Il fenomeno è particolarmente marcato nelle aree interne e nei piccoli comuni, dove lo spopolamento assume i contorni di una vera emergenza: borghi che si svuotano, scuole che chiudono, servizi sempre più difficili da mantenere.
Le cause: meno nascite e fuga dei giovani
Alla base del declino ci sono fattori strutturali ben definiti. Il primo è il crollo delle nascite: nel 2025 la Calabria registra una delle flessioni più forti in Italia, con un calo dell’8,4% nei primi mesi dell’anno . Sempre meno bambini nascono, mentre cresce il numero degli anziani.
A questo si aggiunge l’emigrazione, soprattutto giovanile. Migliaia di ragazzi lasciano ogni anno la Calabria – e in particolare la provincia di Cosenza – per studiare o lavorare altrove, spesso senza fare ritorno.
Il risultato è un doppio squilibrio: meno nascite e più partenze. Un mix che accelera il processo di desertificazione demografica.
Una popolazione che invecchia
I dati mostrano chiaramente anche l’invecchiamento della popolazione. Oltre il 24% dei residenti ha più di 65 anni, mentre i giovani sotto i 14 anni rappresentano appena il 12,5% . L’età media ha superato i 46 anni, segno di una società sempre più anziana e fragile.
Questo squilibrio mette a rischio il sistema economico e sociale: meno forza lavoro, più pressione su sanità e welfare, minore capacità di sviluppo.

