Calabria, Statuto nel mirino: giunta a 9 e ritorno dei sottosegretari alla Presidenza

LAMEZIA TERME / REGGIO CALABRIA – 20 novembre 2025
La maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale ha formalizzato la proposta di modifica dello Statuto della Calabria per portare la Giunta da 7 a 9 assessori e reintrodurre la figura di fino a due sottosegretari alla Presidenza. Il testo, depositato nei giorni scorsi, è all’ordine del giorno della seduta consiliare convocata per oggi pomeriggio a Palazzo Campanella.

La proposta è firmata dai capigruppo di maggioranza: Domenico Giannetta (Forza Italia), Pierluigi Caputo (Occhiuto Presidente), Vito Pitaro (Noi Moderati), Giuseppe Mattiani (Lega) e Angelo Brutto (Fratelli d’Italia). Oggi è prevista la prima lettura della riforma; la seconda votazione, per legge statutaria, potrà avvenire solo dopo almeno due mesi.


Cosa cambia nello Statuto: Giunta fino a 9 assessori

Il cuore dell’intervento riguarda l’articolo 35 dello Statuto regionale, quello che disciplina la composizione della Giunta.

Nella relazione illustrativa, i proponenti spiegano che la norma viene adeguata alla legislazione statale vigente: il richiamo è alla modifica introdotta nel 2024 alla lettera b) dell’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 138/2011, che consente alle Regioni con meno di 2 milioni di abitanti di aumentare di due unità il numero massimo degli assessori.

La proposta calabrese prevede che la Giunta sia composta da un numero di assessori “nel limite massimo previsto dalla legislazione statale”, utilizzando un rinvio mobile: in pratica, lo Statuto non fissa un numero rigido, ma si allinea automaticamente a quanto stabilito dalle norme nazionali. Oggi questo limite è pari a 9 componenti, rispetto ai 7 attualmente previsti dallo Statuto in vigore.

Nella relazione viene sottolineato che la riforma si inserisce in un percorso di “rafforzamento dell’efficienza dell’azione di governo regionale”, di “semplificazione dei processi decisionali” e di miglior raccordo tra Presidenza e Giunta, richiamando esperienze simili già adottate in altre Regioni come Marche, Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Toscana, Emilia-Romagna e Molise.

Tornano i “sottosegretari” alla Presidenza

La vera novità politica, però, è contenuta nell’articolo 2 della proposta di legge statutaria: la reintroduzione dei sottosegretari alla Presidenza della Giunta.

Il testo attribuisce al presidente regionale la facoltà di nominare fino a due sottosegretari che lo coadiuvino nello svolgimento del mandato, con l’obiettivo dichiarato di garantire un “più efficiente coordinamento dell’azione di governo”.

Si tratta di una figura già conosciuta in Calabria: la funzione dei sottosegretari era stata introdotta con una precedente legislatura ed è stata poi abrogata alcuni anni fa; oggi viene proposta una reintroduzione, in linea – si sottolinea nella documentazione – con soluzioni già presenti in altre Regioni come Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Le modifiche puntano a definire un assetto complessivo di “9 assessori e 2 sottosegretari”, nel quadro del disegno politico che fa capo al presidente Roberto Occhiuto.

La legge “gemella” sul referendum: cosa prevede

Accanto alla riforma statutaria, all’ordine del giorno della seduta del 20 novembre figura anche una seconda proposta di legge, questa volta ordinaria, firmata da Giannetta e Caputo, che disciplina il referendum popolare per l’approvazione dello Statuto regionale.

Il testo interviene su un punto decisivo:

  • limita il referendum confermativo alla sola fase di approvazione o sostituzione integrale dello Statuto;
  • esclude invece dall’ambito applicativo del referendum le revisioni parziali dello Statuto stesso, come quella che aumenta il numero degli assessori e reintroduce i sottosegretari.

Nella relazione si richiama l’articolo 123 della Costituzione, sostenendo che la disciplina proposta mira ad “aggiornare e riordinare” la normativa esistente e a rendere più chiari i passaggi procedurali del referendum confermativo. Di fatto, però, l’approvazione di questa legge renderebbe non sottoponibile a referendum la riforma sulla giunta a 9.

Iter e tempi della riforma

Come tutte le leggi statutarie, anche la proposta sulla Giunta a 9 deve seguire un iter rafforzato:

  • approvazione a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio (la metà più uno dei consiglieri);
  • due votazioni in Aula a distanza di almeno due mesi l’una dall’altra.

Se la prima lettura venisse approvata nella seduta di oggi e la seconda nella finestra utile di inizio 2026, il nuovo assetto con Giunta a 9 e sottosegretari potrebbe entrare in vigore e tradursi in una nuova composizione dell’esecutivo tra fine gennaio e febbraio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *