CAMBIAMENTO di DOMENICO MAZZA

Dopo aver scritto più volte delle potenzialità insite al progetto di fusione a Cosenza, oggi dedico alcune mie riflessioni al freno imposto al processo da un elettorato che sceglie di non scegliere e da una Classe Dirigente incapace di declinare alle Popolazioni bruzie gli innumerevoli benefici che la sintesi amministrativa avrebbe potuto portare.

Due le cause che a mio avviso hanno influito in maniera determinante sull’esito, ma sarebbe meglio dire sul non esito del referendum: l’apatia politica delle popolazioni e l’arrabattarsi nei meandri di un mondo poco conosciuto da parte di un Establishment impreparato ad affrontare le tematiche che un processo di tale levatura imponeva. 

Tuttavia, contrariamente a quanto qualche benpensante lungo l’Arco Jonico (affaccendato a disegnare orti dove troverebbero spazio praterie amministrative) e qualche Ras di quartiere in ambito bruzio potrebbero immaginare, non credo che il processo si sia arenato. Subirà una battuta d’arresto, una brusca tirata del freno motore in piena corsa dell’automobile, con tutte le conseguenze del caso. 

Ma una Città che nel tempo — favorita da una mentalità centralista nel midollo — è riuscita a imbastire, in un raggio di 15km dal suo nucleo, l’affiliazione alla cosentinità, difficilmente si farà scappare l’opportunità di costruire una Città Metropolitana. Che poi, a ben pensarci, era e resta il reale obiettivo sotteso al processo di sintesi amministrativa, oggi bloccato. 

Per chi volesse, nel link segue l’editoriale

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