Cosenza, la città prova a organizzare una risposta stabile alla grave emarginazione

Accordo tra istituzioni e terzo settore per le persone senza dimora

COSENZA – Non è cronaca nera, ma è cronaca sociale nel senso più pieno del termine: quella che misura il grado di civiltà di una comunità. Oggi è stata resa nota la costruzione di un protocollo d’intesa dedicato alle persone senza fissa dimora e più in generale alla grave emarginazione adulta nell’area urbana di Cosenza. L’iniziativa coinvolge istituzioni e terzo settore e punta a creare una cabina di regia, un osservatorio e percorsi più strutturati di presa in carico.

Il dato rilevante, dal punto di vista giornalistico, è che non si parla soltanto di assistenza episodica, ma di un tentativo di coordinamento stabile tra soggetti diversi, per affrontare un fenomeno che nelle città si manifesta sempre più spesso in forme complesse: povertà estrema, esclusione sociale, fragilità sanitaria, mancanza di alloggio e isolamento relazionale. La presentazione ufficiale dell’intesa è prevista in Curia, segno di una collaborazione che chiama in causa non solo il welfare pubblico ma anche il mondo dell’associazionismo e del volontariato.

In una giornata di cronaca spesso dominata da allarmi e tensioni, questa notizia racconta un’altra faccia del territorio: quella di una città che prova a dotarsi di strumenti permanenti per non lasciare sole le persone più fragili. È una notizia meno rumorosa di altre, ma non meno importante, perché misura la capacità di un’area urbana di leggere i propri margini e di intervenire prima che il disagio diventi abbandono definitivo.

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