Nell’ultima elaborazione del Sole 24 Ore sull’indice di criminalità, costruito su dati del Ministero dell’Interno relativi al 2024, la provincia di Cosenza viene indicata come quella con meno reati denunciati in Calabria. In una graduatoria nazionale in cui il primo posto corrisponde al territorio con più delitti denunciati, Cosenza si colloca al 99° posto su 107, confermandosi l’area meno esposta ai reati nel contesto regionale.
Secondo i dati, nel Cosentino vengono denunciati meno di 2.500 reati ogni 100 mila abitanti, un valore inferiore rispetto a quello delle altre province calabresi e in calo di oltre il 5% rispetto all’anno precedente. È un segnale che, pur non cancellando le criticità strutturali del territorio, restituisce l’immagine di una comunità in cui il lavoro di prevenzione e controllo comincia a dare frutti tangibili.
Gli analisti sottolineano che questi numeri non significano assenza di problemi, ma descrivono un contesto in cui reati predatori e microcriminalità risultano meno diffusi rispetto ad altre aree del Mezzogiorno. Restano aperte questioni come la percezione soggettiva di insicurezza, la fragilità economica e il divario con il Centro-Nord, ma la fotografia restituita dall’indice conferma un miglioramento che i cittadini e le istituzioni sono chiamati a consolidare.
In Calabria, dove tutte le province continuano a posizionarsi nelle parti basse delle classifiche sulla qualità della vita, il dato sulla sicurezza diventa un elemento importante nel racconto del territorio: un punto di forza su cui costruire politiche di sviluppo e di coesione sociale, a partire dalla fiducia tra istituzioni e comunità.

