COSENZA — L’Azienda sanitaria provinciale rilancia la cura “a domicilio della comunità” con la figura dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità e con servizi di telemedicina/ambulatori virtuali, per garantire continuità assistenziale, prevenzione e supporto integrato alle persone e ai nuclei familiari. Il progetto è stato presentato tra il 13 e il 14 ottobre 2025, con focus sulla riorganizzazione territoriale dell’assistenza nel Cosentino.
Secondo quanto illustrato, l’infermiere di famiglia opererà in reti multiprofessionali (medici di medicina generale, specialisti, assistenti sociali) e userà strumenti digitali per monitoraggi e consulenze a distanza, riducendo accessi impropri ai Pronto soccorso e migliorando l’aderenza alle terapie nelle cronicità.
L’iniziativa si accompagna a un percorso di formazione avanzata: all’Università della Calabria è stato inaugurato il Master in Infermieristica di Famiglia e di Comunità (Tecnologie digitali), pensato per sostenere la transizione verso una sanità più vicina ai cittadini e competente sul fronte tele-sanitario.
Il piano è stato rilanciato su più canali informativi locali e regionali (stampa e tv), con appuntamenti dedicati anche nei distretti sanitari del territorio. Obiettivo dichiarato: radicare nell’Asp di Cosenza un modello stabile di assistenza territoriale che coniughi prossimità, prevenzione e digitale, in sinergia con UNICAL.
“Una sanità accessibile, moderna e connessa con le comunità locali”, è il refrain che accompagna il progetto nelle comunicazioni ufficiali e negli articoli di presentazione.
In breve (cosa cambia per i cittadini)
- Un referente in più vicino a casa: l’infermiere di famiglia per educazione sanitaria, prevenzione, medicazioni, continuità post-dimissione.
- Televisite e monitoraggi: “ambulatori virtuali” per cronicità e fragilità, in rete con i medici di base.
- Formazione dedicata: Master Unical per aggiornare le competenze degli operatori.

