All’Ospedale Mariano Santo di Cosenza si rafforza l’approccio multidisciplinare alla lotta contro il cancro, mettendo in prima linea non solo la medicina e le terapie farmacologiche, ma anche l’alimentazione. La dieta, infatti, si conferma sempre più come un prezioso alleato nel percorso oncologico, non solo per sostenere il fisico durante le cure, ma anche per migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Presso l’Unità Operativa di Oncologia, diretta dal dottor Francesco Filippelli, è stato avviato un progetto pilota che coinvolge oncologi, nutrizionisti e psicologi con l’obiettivo di personalizzare i regimi alimentari dei pazienti in base al tipo di tumore, alla terapia in corso e allo stato generale di salute. L’iniziativa è frutto di un lavoro sinergico con il Servizio Dietetico e con il supporto scientifico dell’Università della Calabria.
“Un’alimentazione corretta può ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia, sostenere il sistema immunitario e aiutare il paziente a recuperare più velocemente – spiega la nutrizionista clinica Valeria De Simone –. Il nostro compito è accompagnare le persone con indicazioni pratiche e sostenibili, evitando rigidità e promuovendo equilibrio e consapevolezza”.
Tra le raccomandazioni principali: privilegiare cibi freschi, ricchi di antiossidanti e poveri di zuccheri raffinati, limitare le carni lavorate e favorire il consumo di cereali integrali, frutta, verdura di stagione, legumi e pesce azzurro. Ma ogni piano alimentare viene cucito su misura, con attenzione anche ai gusti e alle eventuali difficoltà del momento, come nausea, inappetenza o difficoltà di deglutizione.
Il progetto dell’Ospedale Mariano Santo, che punta a diventare un modello per tutta la Calabria, include anche incontri formativi per familiari e caregiver, con l’intento di creare una rete di supporto e informazione. “L’alimentazione – conclude il dottor Filippelli – non deve essere vista come una semplice indicazione medica, ma come parte integrante della cura. Perché curarsi significa anche nutrirsi bene, con rispetto e amore verso il proprio corpo”.
Una nuova consapevolezza si fa strada tra i reparti, fatta di piatti più sani, ma anche di ascolto e dignità. Perché la lotta al tumore passa anche dalla tavola.

