Denuncia dell’Ugl:” Forse per Rete ferroviaria la Calabria non fa parte dell’Italia”

“Situazione gravissima nella provincia di Cosenza- dice Guglielmo Nucci segretario del sindacato-sulla tratta ionica mancano siano i treni che i servizi stradali sostitutivi. Intervengano i parlamentari eletti nella regione”
Sempre più complicata la situazione dei trasporti ferroviari in Calabria, soprattutto sulla linea jonica. A lanciare l’ennesimo appello a RFI  e alla politica regionale è il sindacato Ugl con il segretario provinciale di Cosenza Guglielmo Nucci.

“Da Roma il frecciarossa ferma a Sibari in nottata alle 22,45 e per arrivare a Corigliano Rossano o a Crotone il primo bus sostitutivo parte alle 4,40. Quindi non solo Rete ferroviaria italiana blocca (certo per lavori indispensabili) per ben 4 mesi, dal 16 settembre al 19 gennaio, la tratta Sibari-Crotone ma in più non si preoccupa dei servizi stradali sostitutivi, totalmente assenti oppure fruibili con orari assurdi”.

“Il sindacato Ugl- dice Nucci- chiede alla delegazione dei parlamentari calabresi e all’assessore regionale ai trasporti di intervenire con urgenza interpellando il ministero competente e facendo pressione su Rfi affinchè razionalizzi tempi e modalità organizzative, istituendo nel caso di assenza di corse alternative su strada un servizio decente di cui i cittadini calabresi hanno diritto”.

Il fenomeno della Calabria isolata- prosegue l’Ugl- è aggravato dai frequenti problemi alla rete nazionale, come dimostrato dai gravissimi ritardi accumulati nei giorni scorsi con blocco della circolazione e cancellazioni non solo sull’alta velocità. Alla superficialità di Rfi si aggiunge la storica distrazione di istituzioni e politica locale. E’ evidente che sono necessari cambiamenti drastici per garantire il rispetto dei diritti dei cittadini calabresi”.

“I disagi- conclude il segretario dell’Ugl di Cosenza- purtroppo non sono limitati solo alla fascia ionica. Lo rivela quanto accaduto sul versante tirrenico, a Paola. Qui di recente si sono verificati ulteriori penalizzazioni per i pendolari a causa di ritardi e immotivate cancellazioni dei convogli locali, con i malcapitati viaggiatori costretti prima a spostarsi fra i binari e poi a stiparsi su un unico treno sostitutivo. Tutto ciò unito alla prassi ormai consolidata delle coincidenze Paola-Cosenza che saltano anche per colpa di orari sfasati tra arrivi e partenze, con i treni che non attendono i passeggeri e poi ripartono vuoti”.

FONTE RAI

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